23 MAGGIO: LIBERA A ROCCELLA JONICA
Il 23 maggio, a Roccella Jonica (Reggio Calabria), sarà una giornata dedicata a chi prende ad esempio Peppino Impastato e Rocco Gatto, non cedendo al fascino perverso del potere violento che gli viene offerto dalla cultura dominante. Per incoraggiare e per incoraggiarci in questo cammino, per lavorare lungo la strada dell’unità e degli obiettivi comuni, per riprenderci ciò che è nostroalmeno per un giorno. È da un incontro con le ragazze e i ragazzi di Roccella che ha inizio questa esperienza. Dalla necessità di esprimere liberamente le proprie idee, la voglia di manifestare un dissenso, senza gridare e senza tacere. C’è tutto un mondo pronto a vivere con responsabilità il proprio territorio e la vita della propria comunità. La scelta di Roccella, non è casuale, basta entrarci in questo paese per respirare un’aria diversa.Questa giornata sarà un palcoscenico per le giovani e i giovani della locride, ma non solo, per una moltitudine di esperienze che si incontreranno per scambiarsi la conoscenza e l’esperienza acquisita negli ultimi tempi. Nessuna passerella, ma un’arena aperta a tutti coloro che, quotidianamente, lavorano per costruire un modello alternativo rispetto al sistema di mafia, mafiosità e collusione che domina incontrastato la nostra terra.L’evento, patrocinato dal Comune di Roccella Jonica e dall'Assessorato provinciale alla Difesa della Legalità, si articolerà in spettacoli e assemblee incentrate sul tema dell’impegno giovanile, e si svolgerà in concomitanza con le celebrazioni per il 30° anniversario dell’ omicidio di Peppino Impastato, nonché nella data simbolica che ricorda la strage di Capaci di 16 anni fa.La manifestazione si aprirà in mattinata con un’estemporanea di pittura, presso la Via Marina di Roccella, che porterà alla realizzazione di un murale, in collaborazione con il Liceo Artistico di Siderno, sulla scia del più noto “Quarto Stato dell’anti - ‘ndrangheta” di Gioiosa: un modo per lasciare un segno colorato e tangibile, al fine di promuovere la memoria delle battaglieper i diritti civili e le lotte contro la ‘ndrangheta. Tale estemporanea sarà accompagnata dall’esibizione di artisti di strada e musicisti locali. Nel pomeriggio, Amministrazioni locali e personalità del mondo politico, artistico, sociale e civile si confronteranno sul futuro del nostro territorio in un’assemblea pubblica dedicata all’impegno giovanile nella lotta alla ‘ndrangheta. La scenografia dell’iniziativa sarà costituita da una mostra fotografica ideata dalle ragazze e dai ragazzi della Consulta Giovanile di Roccella. La giornata si concluderà alle 21 col concerto della Tamurriata Rock di Enrico Capuano e i BiscaZulù, preceduto dalla proiezione, alle 20:30, del cortometraggio su Rocco Gatto “Granosangue”, scritto e diretto da Alberto Gatto, con Massimo Dapporto e Ugo De Vita. In nome della comune battaglia contro le mafie, per la giustizia sociale e per lo sviluppo del Mezzogiorno, invitiamo tutti i soggetti e le realtà sensibili a questi temi ad aderire e sostenere un’iniziativa dal forte valore sociale e civile.
Per una nuova stagione di lotte sociali e per il rilancio di Rifondazione comunista
Ricevo e pubblico dai compagni di base
Riflessioni sul dopo elezioni .
Come ricostruire un discorso ed una
pratica di opposizione per la difesa della democrazia.
sabato 10 maggio assemblea pubblica
presso libreria Happy place via Zecca 11 reggio calabria .
sono invitati tutti coloro che credono nell'importanza dei valori e degli ideali del movimento dei lavoratori.
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8a Million Marijuana March |
3 Maggio 2008 - Roma
DEDICATA AD ALDO BIANZINO http://veritaperaldo.noblogs.org ORE 16.00 PIAZZA ESEDRA La million marijuana march è un'iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense http://www.cures-not-wars.org. Sbarcò nel nostro paese il 5 maggio 2001 con la campagna di autodenuncia di massa "Signor giudice ho piantato un seme" (info alla pag http://www.ilmanifesto.it/piantailseme/campagna2001.htm) che raccolse circa 1100autodenunce tra Palermo, Milano e Roma dove il 05-05-01 furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine di cannabis alla caserma dei carabinieri di piazza Venezia da una delegazione di nove persone al termine di una street antiprò partita da piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di indiani Lakota. Il giudice per le indagini preliminari prosciolse i nove in istruttoria preliminare stabilendo che non vi era reato e la vicenda si concluse quindi senza conseguenze penali oltre che per la delegazione anche per tutti gli autodenunciati nei confronti dei quali non fù mai iniziata nessuna azione legale. Da allora ogni anno il primo fine settimana di maggio l'Italia partecipa con Roma all'iniziativa mondiale che partita dalle poche decine di città del 1999, coinvolge ormai più di 220 città su tre punti rivendicativi da sempre uguali in tutto il mondo: 1) fine delle persecuzioni per i consumatori. 2) diritto all'uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti 3) diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta. La ultime edizioni, sabato 6 Maggio 2006 e sabato 5 Maggio 2007 hanno attraversato Roma da Piazza della Repubblica a Piazza Bocca della Verità con una partecipazione di alcune decine di migliaia di consumatori e consumatrici danzanti dietro ai camion sound. Per la prossima edizione, sabato 3 Maggio 2008 (la ottava italiana a Roma e la decima per il resto del mondo) ci aspettiamo una partecipazione ancora maggiore dato il carattere esponenziale dell'iniziativa mondiale. In questa ottava edizione la Million avrà inizio alle ore 16.00 a P.zza della Repubblica e terminerà improrogabilmente entro le ore 23,30 a P.zza Bocca della Verità. Per quanti volessero partecipare con carri sound è necessario leggere e accettare il codice d'autoregolamentazione 2008 e inviare una mail a:
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Presentato a Bologna il pacchetto di proposte di legge: controllo parlamentare sulle forze dell'ordine e introduzione del reato di tortura. Cento: "Vogliamo evitare altri G8 come a Genova o casi come quello di Federico Aldrovandi"
Un comitato parlamentare per controllare l’operato delle forze dell’ordine e l’introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano. Sono queste le due due proposte di legge presentate ieri mattina a Bologna, in una conferenza stampa indetta dall’On. Paolo Cento, candidato per la Sinistra Arcobaleno al Senato. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Cento – è ristabilire la fiducia tra istituzione, forze dell’ordine e cittadini. La nostra proposta, aperta a tutte le forze politiche, non è contro la stragrande maggioranza degli operatori delle forze dell’ordine che fanno il loro mestiere nel rispetto della legge, ma vuole essere una garanzia di controllo e tutela dopo i troppi episodi che hanno fatto venire meno questa fiducia”. Un riferimento esplicito al G8 di Genova “per il quale il centrosinistra, in maniera grave, non è stato capace di istituire una commissione di inchiesta, e per la quale oggi vogliamo guardare avanti anche con questa proposta”. Ma anche agli episodi di contestazione al comizio di Giuliano Ferrara dell’altro giorno a Bologna conclusi con 15 contusi tra i manifestanti ed una ragazza che ha denunciato di essere stata colpita da un manganello tenuto al contrario. “Un fatto grave – ha continuato Cento – perché deve essere assicurato il diritto di manifestare pacificamente a chiunque. Quello che è successo in piazza lo abbiamo visto da foto e video, per questo è inaccettabile la strumentalizzazione di chi parla di un ritorno agli anni ‘70”.
Tecnicamente la prima proposta riguarda l’istituzione di un comitato parlamentare formato da 5 deputati e 5 senatori con il compito di “controllo, monitoraggio, informazione” sulla gestione delle forze dell’ordine “con particolare riferimento a manifestazioni politiche, sportive e comunque in luoghi pubblici”. Il comitato si riunirebbe all’inizio della legislatura per definire entro 90 giorni direttive volte a “garantire forme di riconoscibilità” degli operatori delle forze dell’ordine e sulla loro dotazione di “strumenti necessari alla tutela dell’ordine pubblico”. Il comitato avrebbe anche il potere di accertare violazioni, segnalandole alle autorità giudiziari, e “richiedere al parlamento la rimozione e o sostituzione del Capo della polizia” che si pronuncerebbe con un voto a maggioranza assoluta in ciascuna delle due camere. La seconda proposta invece riguarda l’introduzione del reato di tortura nel codice penale aggiunto come art. 593 bis che nell’ultimo comma prevede la non prescrizione del reato. Un tema importante viste le difficoltà che ha avuto la magistratura di Genova nel trovare dei capi di imputazione per il processo sui fatti di Bolzaneto, come sa bene Marco Poggi, ex infermiere che poi denunciò tutto e che oggi appoggia questa iniziativa “Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. I manifestanti sono stati tutti prosciolti, mentre quello che hanno subito dimostra che abbiamo bisogno di una democrazia compiuta anche tra le forze dell’ordine”. Forze dell’ordine che sono state chiamate in causa anche da Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, morto durante un controllo di polizia a Ferrara quasi tra anni fa. I quattro poliziotti coinvolti nella vicenda ora sono sotto processo. “Eppure – spiega – non sono mai stati sospesi dal servizio anche se spostati ad altri incarichi. Il problema è che sappiamo che quello che è successo a mio figlio non è un caso isolato, per fortuna noi siamo arrivati ad un processo, ma vogliamo giustizia anche perché queste cose non accadano più”. Simile il caso di Riccado Rasman, un ragazzo di 34 anni, con qualche problema psichico, morto a Trieste il 26 Ottobre del 2006 dopo un intervento della polizia. “Sono entrati in casa – ha raccontato la sorella Giuliana – solo perché stava festeggiando un nuovo lavoro lanciando qualche petardo. Ha sempre avuto paura delle divise, durante la leva ha subito anche episodi di nonnismo. Invece mio fratello era una persona buona e sensibile”. Il 12 giugno il pubblico ministero potrebbe decidere l’archiviazione e per questo il consigliere Alessandro Metz sta chiedendo che sul caso non cali il silenzio (tutta la documentazione su http://www.alessandrometz.it)
NOI FACCIAMO UNA SCELTA DI PARTE
Noi sosteniamo le liste de “La Sinistra, l’Arcobaleno”, e il candidato-premier Fausto Bertinotti, per quattro buone ragioni.
1. Perché è un voto utile alla democrazia italiana e alla rinascita della politica. La contesa elettorale non può ridursi a una partita a due, o a un referendum tra leadership spettacolari. E il futuro del paese non può essere affidato al “modello americano” , che per definizione e vocazione storica cancella la sinistra dalla rappresentanza istituzionale. Per battere la destra, la sinistra resta essenziale. Per vincere la sfida della pace che muove milioni di persone, ci vuole una sinistra forte. Per superare la crisi di fiducia, e i pericoli di declino morale dell’Italia, le idee e la forza della sinistra restano imprescindibili.
2. Perché è un voto di parte. Dalla parte dei lavoratori e dei diritti del lavoro, operaio, precario, intellettuale, sfruttato, sottopagato, umiliato. Dalla parte delle donne, dei giovani e dei nuovi cittadini e cittadine migranti in cerca di libertà. Dalla parte del rispetto per l’ambiente, minacciato da un’idea di sviluppo cieca e squilibrata. Dalla parte del valore non mercificabile del sapere e della conoscenza. Fuori da questa parzialità, che rivendichiamo come una risorsa preziosa, non c’è vera possibilità di cambiamento. E tutto si “concilia”, si omologa, si appiattisce, in un clima di conformismo dilagante.
3. Perché è un voto laico. Per fermare l’invadenza interventista delle alte gerarchie vaticane e le tentazioni neo-temporaliste della Chiesa cattolica. Per arginare le insorgenze fondamentaliste, che attaccano leggi come la 194, bloccano l’allargamento dei diritti civili, diffondono omofobia, tentano di ricondurre le donne ad un ruolo antico di soggezione. Noi non vogliamo né “guerre di religione” né antistorici steccati tra credenti e non credenti. Crediamo piuttosto che la laicità dello Stato e il primato del Parlamento siano il fondamento più solido della libertà di tutti.
4. Perché è un voto di speranza: per una sinistra capace di rigenerare se stessa, il suo modo di essere e di agire, i suoi progetti. Un obiettivo difficile, ma assolutamente necessario, che può cominciare un percorso positivo nel fuoco di queste elezioni, il 13 e 14 aprile. Noi, a questa speranza non possiamo rinunciare.
Primi firmatari
Pietro Ingrao; Marco Bellocchio, regista; Luciana Castellina, giornalista e scrittrice; Mario Ceroli, scultore; Marcello Cini , filosofo della scienza; Luciano Gallino , sociologo; Paul Ginsborg ; Margherita Hack, astronoma; Lea Melandri, saggista e femminista; Mario Monicelli, regista; Achille Occhetto; Valentino Parlato, giornalista; Tamar Pitch, docente Univ. Perugia; Rosanna Praitano, presidente circolo Mario Mieli; Giuseppe Prestipino, filofoso; Marco Revelli , storico; Gianni Rinaldini , segretario generale Fiom; Rossana Rossanda; Paolo Rossi, attore, da anarchico; Edoardo Sanguineti, poeta e saggista; Aldo Tortorella; Mario Tronti, flosofo; Dario Vergassola, attore.
Arti, letteratura e mondo dello spettacolo
Francesco Baccini, cantautore; Nanni Balestrini, scrittore; Achille Bonito Oliva, critico d'arte; Edoardo Bruno , critico cinematografico; Sergio Cammariere, musicista; Ascanio Celestini, regista e attore; Pippo Delbono, regista e attore teatrale; Marco Gastini, pittore; Leo Gullotta, attore; Wilma Labate , regista; Citto Maselli , regista; Lea Massari, attrice; Roy Paci, cantante; Paolo Pietrangeli , regista; Paolo Poli, attore; Andrea Rivera , attore e musicista; Pasquale Scimeca, regista; Tiziano Sclavi, scrittore; Daniele Segre, regista; Daniele Silvestri, cantautore; Ambrogio Sparagna, editore e vignettista; Statuto, gruppo musicale; Bebo Storti, attore e autore teatrale; Tiziana Donati Tosca, cantante; Daniele Vicari, regista; Gilberto Zorio, scultore; Uccio Aloisi, musicista; Carmine Amoroso, regista; Fabrizio Apolloni, attore; Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico; Marcello Argilli, scrittore; Giorgio Arlorio, sceneggiatore; Gino Auriuso, attore e presidente FedItArt; Davide Barletti, regista; Paolo Benvenuti, regista; Mauro Berardi , produttore cinematografico; Cloris Brosca , attrice; Sylvano Bussotti, musicista; Francesca Calvelli, montatrice cinematografica; Enrico Capuano, musicista; Giuseppe Casa, direttore artistico Martelive; Pasquale Catalano, compositore; Daniele Cenci, critico letterario; Nando Citarella, musicista; Anna Cochetti, critico d'arte; Ludovico Corrao, presidente Orestiadi; Ninni Cutaia, direttore ETI; Maria Rosa Cutrufelli, scrittrice; Toni D'Angelo, regista; Felice De Maria, direttore della fotografia; Ivan Della Mea, cantante; Ugo Delucchi, artista e vignettista; Marco Dentici, scenografo; Francesco Di Giacomo, cantante Banco del Mutuo Soccorso; Pippo Di Marca, regista teatrale; Gaspare Di Stefano, attore; Don Pasta, musicista; Ennio Fantastichini, attore; Andrea Frezza , regista e scrittore; Roberto Giannarelli, regista; Francesco Gnerre, scrittore; Giovanni Greco , direttore artistico Teatro Lido; Fabio Grossi, regista e attore; Giovanni Guidi , musicista; Alessandro Kokocinski, pittore; Alessio Lega, musicista; Giampiero Lisarelli, attore; Sebastiano Lo Monaco, attore; Fabiomassimo Lozzi, regista; Carla Marcotulli, cantante; Pino Marino, cantautore; Gerardo Mastrodomenico, attore; Magda Mercatali, attrice; Pippo Mezzapesa, regista; Lucia Mirisola, costumista; Raffaella Misiti, cantante Acustimantico; Vincenzo Monaci , Teatro Eliseo; Elisa Montessori, disegnatrice e pittrice; Nidi d'Arac, gruppo musicale; Antonio Nocera, pittore e scultore; Alessandro Occhipinti, scrittore e autore teatrale; Mirko Pagliacci, pittore; Rocco Papaleo, attore; Fausto Paravidino, regista; Renzo Paris, poeta e critico letterario; Parto delle nuvole pesanti, gruppo musicale; Ulderico Pesce , attore e autore teatrale; Luigi Pestalozza, musicologo; Carlo Pestelli, cantautore; Massimo Piesco, regista; Alessandro Piva, regista; Rocco Quaglia, ballerino; Radici nel cemento, gruppo musicale; Fausto Razzi, compositore; Alessandro Rossetti, sceneggiatore; Giuliana Ruggerini, scrittrice; Nino Russo , regista; Massimo Sani, regista; Andrea Satta , musicista dei Tete de Bois; Paola Scarnati, dirigente Unione Circoli Cinematografici Arci; Angelo Schiavi, musicista; Pino Strabioli, regista e conduttore tv; Aldo Terlizzi, regista; Barbara Valmorin, attrice; Netta Vespigani, artista.
Saperi, università e ricerca
Piergiovanni Alleva, giuslavorista Univ. Politecnica Marche; Vezio De Lucia , urbanista; Angelo D'Orsi, storico; Gianni Ferrara , costituzionalista Univ. La Sapienza; Carlo Flamigni, docente Univ. Bologna; Francesco Garibaldo, sociologo; Augusto Graziani , docente Univ. La Sapienza; Francesco Indovina, urbanista; Gianni Mattioli, fisico Univ. La Sapienza; Giorgio Parisi, fisico Univ. La Sapienza; Franco Piperno, docente Univ. Cosenza; Giuliano Pisapia , giurista; Edoardo Salzano, urbanista; Amos Andreoni, giuslavorista Univ. La Sapienza; Andrea Bagni, insegnante; Vincenzo Bavaro, giuslavorista Univ. Bari; Piergiorgio Bellagamba, docente Univ. Ascoli Piceno; Fabio Bentivoglio, filosofo e scrittore; Piero Bevilacqua, docente Univ. La Sapienza; Flavia Bianchi, urbanista; Francesco Bilancia, docente Univ. Chieti-Pescara; Olivia Bonardi, giuslavorista Univ. Statale Milano; Bruno Bosco, docente Univ. Milano Bicocca; Caterina Botti, docente Univ. Roma; Emiliano Brancaccio , docente Univ. del Sannio; Sergio Brenna , urbanista; Yuri Brunello, docente Univ. Federal de Bahia; Luca Cafiero, filosofo; Maria Grazia Campari, giurista e avvocata; Pietro Paolo Cannistraci, docente storia dell'architettura; Francesco Carchedi, ricercatore sociale; Aldo Carra, osservatorio IRES Cgil; Valerio Cerretano, docente Univ. Glasgow; Lido Chiusano, storico della filosofia; Stefano Ciccone , docente Univ. Tor Vergata; Nicola Cipolla, presidente CEPES; Federico Coen, direttore "Lettera Internazionale"; Gastone Cottino, docente universitario; Marco Cuniberti, giuspubblicista Univ. Statale Milano ; Alessandro Dal Lago , docente Univ. Genova; Paolo De Nardis, sociologo; Fabio De Nardis, sociologo; Elisa Del Chierico, ricercatrice universitaria; Elena Del Grosso, biologa femminista; Arturo Di Corinto, docente universitario; Alfonso Di Giovine, costituzionalista; Ferdinando Di Orio, rettore Univ. L’Aquila; Andrea Fasullo, docente Univ. Camerino; Pino Ferraris, sociologo; Franco Focareta, giuslavorista Univ. Bologna; Carlo Formenti, docente Univ. Lecce; Mauro Gamboni, CNR; Mario Giovanni Garofalo, giuslavorista Univ. Bari; Fausto Gentili, L'officina della memoria Foligno; Monica Giansanti, insegnante; Massimo Ilardi, sociologo; Carlo Innocenti, ricercatore; Eugenio Iorio, docente Univ. Bari; Andrea Lassandari, giuslavorista Univ. Bologna; Fabrizio Lemme, docente Univ. Siena; Guido Liguori, storico del pensiero politico; Paolo Lucchesi, docente Univ. Roma Tre; Giorgio Lunghini, economista; Fabio Marcelli, docente Univ. La Sapienza; Oscar Marchisio, economista; Graziosi Marina, insegnante femminista; Carlo Marino, docente Univ. Palermo; Grado Marletto, economista; Luigi Mascilli Migliorini, storico; Pietro Masina, docente Univ. Orientale; Corrado Mauceri, Ass. Per la Scuola della Repubblica; Giovanni Mazzetti, economista; Danielle Mazzonis , ricercatrice; Monica Mc Britton, giuslavorista Univ. Salento; Lodovico (Lodo) Meneghetti, urbanista; Sandro Morelli, direttore rivista “Quale Stato”; Giovanni Naccari, giurista; Luca Nivarra, giuslavorista Univ. Palermo; Alberto Olivetti , docente Univ. Siena; Maurizio Oliviero , docente Univ. Perugia; Guido Ortona, docente Univ. Piemonte Orientale; Stefano Ossicini, fisico Univ. Modena e Reggio Emilia; Renzo Paris, poeta, narratore e saggista; Tonino Perna , docente Univ. Messina; Riccardo Petrella , docente Univ. Lovanio; Roberto Felice Pizzuti, economista; Gabriella Poli, presidente IRES Verona; Alessandro Portelli, docente Univ. La Sapienza; Michele Prospero, docente Univ. La Sapienza; Enrico Pugliese, sociologo; Emilio Raimondi, docente Univ. Strasburgo; Giulietta Rak, ricercatrice; Riccardo Realfonzo , docente Univ. Sannio; Massimo Roccella, giuslavorista Univ. Torino; Bernardo Rossi Doria, urbanista; Massimo Ruffini, economista; Marino Ruzzenenti, insegnante; Raffaele Salinari, docente Univ. Urbino; Antonia Sani, Ass. Per la Scuola della Repubblica; Mario Santostasi, pubblicista; Enzo Scanduzza, docente Univ. Sassari; Ernesto Screpanti, docente universitario; Carla Sepe , giurista; Luigi Spedicato, docente Univ. Sannio; Marcello Strazzeri, preside Scienze sociali e Politiche Univ. Sannio; Claudio Strinati, sovrintendente Beni culturali Roma; Francesca Stroffolini, docente universitario; Massimo Taddia, formatore; Gianni Tamino, docente Univ. Padova; Maria Vittoria Tessitore, docente Univ. Roma Tre; Monica Toraldo di Francia, Comitato Nazionale di Bioetica; Carlo Vallauri, storico; Roberto Veneziani, docente University of London; Bruno Veneziani, giuslavorista Univ. Bari; Pasquale Voza, docente Univ. Bari.
Movimenti sociali e politici
Giorgio Airaudo, segr. gen. Fiom Piemonte; Gian Franco Benzi, dirigente Cgil; Marco Bersani , Attac Italia; Massimo Brancato, segr. gen. Fiom Napoli; Giuseppe Chiarante, ARS; Susan George, presidente onorario Attac Francia; Giuliano Giuliani, Comitato Verità e Giustizia per Genova; La Karl du Pignè, drag queen; Fabrizio Nizzi , Action; Mimmo Pantaleo, segr. gen. Cgil Puglia; Bianca Pomeranzi , Rete femminista ; Carla Ravaioli , giornalista e ambientalista; Massimo Serafini, dirigente Legambiente; Paola Agnello Modica, segretaria nazionale Cgil; Vittorio Agnoletto , parlamentare europeo; Andrea Agostani, Legambiente Genova; Mario Agostinelli, unaltra lombardia; Andreina Albano , dirigente Arci; Giancarlo Albori, segreteria nazionale Slc - Cgil; Andrea Allamprese , dirigente Cgil; Roberto Allotta, dirigente Arci; Andrea Amaro, dirigente Cgil; Andrea Amendola, segr. prov. Fiom Napoli; Franco Argada , coordinamento ARS; Vincenzo Argentato, segr. gen. Fiom Benevento; Luigi Attenasio , presidente Psichiatria Democratica Lazio; Fulvio Aurora, Medicina Democratica; Asghari Bahram, dirigente Cgil; Carlo Baldini, dirigente Cgil; Gino Barsella, dirigente Punto Critico; Paolo Belloni, dirigente Cgil; Giovanni Berlinguer , europarlamentare; Rosalinda Brucculeri , ecologa; Antonio Bruno , Comitato Verità e Giustizia per Genova; Franco Bruno , segr. prov. Fiom Napoli; Cesare Caiazza, dirigente Cgil;Silvio Canapé, Spi - Cgil Piemonte; Elisabetta Cancellieri, dirigente Cgil; Michele Cappiello, dirigente Arci; Wilma Casavecchia, dirigente Cgil; Sergio Caserta, ARS; Salvatore Cavallo, Rsu AnsaldoBreda Napoli; Lilli Chiaromonte, dirigente Cgil; Raffaella Chiodo, operatrice cooperazione internazionale; Carmen Cordaro, dirigente Arci; Renzo Craighero, mediatore culturale; Roberto Cresca , ambientalista; Michele Curto, presidente ong Terra del Fuoco; Roberto D’Andrea, segr. nazionale Nidil - Cgil; Ferruccio Danini, dirigente Cgil; Luciano De Vescovi, dirigente Arci; Sandro Del Fattore, dirigente Cgil; Gianni Di Cesare, dirigente Cgil Abruzzo; Mario Di Costanzo, Rsu Fiat Pomigliano; Angelo Di Gennaro, Psichiatria Democratica Lazio; Andrea Di Stefano, direttore di "Valori"; Tommaso Fattori, ambientalista; Marco Fenaroli, segr. gen. Cgil Brescia; Antonio Filippi, dirigente Cgil; Maurizio Filipponi, Comitato 1° maggio; Alfio Foti , dirigente Arci; Luigi Giannattasio , Libera associazione; Roberto Giordano, dirigente Cgil; Sergio Giovagnoli, dirigente Arci; Patrizio Gonnella, Ass. Antigone; Stefania Grasso, Ass. Familiari vittime di mafia; Dino Greco, dirigente Cgil; Renato Grimaldi , ambientalista; Sally Kane, dirigente Cgil; Rachid Khay, dirigente Arci; Adriano Labbucci, presidente consiglio provinciale Roma; Enzo Lacorte, dirigente Cgil; Gaetano Lamanna, dirigente Cgil; Maurizio Landini, segr. naz. Fiom; Rita Lavaggi, Forum Ambientalista Genova; Salvo Leonardi, Ires - Cgil; Nicola Maiolino, segr. naz. Fisac - Cgil; Gigi Malaroda, glbtq Torino; Francesco Manganiello, Rsu Fiat Pomigliano; Michele Mangano, presidente naz. Auser; Maurizio Mascoli, segr. gen. Fiom Campania; Eugenio Melandri, Chiama l’Africa; Filippo Miraglia , dirigente Arci; Emilio Molinari, Contratto mondiale per l'acqua; Andrea Montagni, dirigente Cgil; Luisa Morgantini, europarlamentare; Franco Mungari, Spi - Cgil Calabria; Pasquale Nappa, segr. gen. Spi - Cgil Verona; Antonio Nasti, Rsu Alenia Pomigliano; Nicola Nicolosi, dirigente Cgil; Diego Novelli, ex sindaco di Torino; Gaia Pallottino, ambientalista; Massimo Paolicelli, presidente ass. Obiettori non violenti; Francesco Percuoco, Rsu Fiat Pomigliano; Ciro Pesacane , presidente Forum Ambientalista; Ornella Pucci, dirigente Arci; Bruno Ravasio, dirigente Cgil Lombardia; Gian Franco Riccò, dirigente Cgil; Riccardo Rifici , esperto acque; Paolo Righetti, segreteria Cgil Verona; Tiziano Rinaldini , dirigente Cgil; Alessandro Rizzo, Sinistra Rossoverde ; Angela Ronca, dirigente Cgil; Maria Letizia Sabatino, ambientalista; Giancarlo Saccoman, segreteria nazionale Spi - Cgil; Mario Sai, dirigente Spi - Cgil; Umberto Saleri, dirigente Cgil; Antonio Santorelli, Rsu Avio Pomigliano; Anna Schiavoni, giornalista e esperta di cooperazione internazionale; Maria Luisa Severi , Rialto occupato; Piero Soldini, dirigente Cgil; Anita Sonego, Libera Università delle Donne; Massimiliano Sport Bianchini, dirigente Arci; Claudio Stacchini, segr. Cgil Torino; Stefano Sylos Labini, Ass. Nuovo Municipio; Cecilia Taranto, dirigente Cgil; Leopoldo Tartaglia, dirigente Cgil; Salvatore Tassinari, Ass. per la Sinistra unita e plurale; Laura Testoni, dirigente Arci; Croce Teti, dirigente Cgil; Sergio Tosini, dirigente Cgil; Claudio Treves, dirigente Cgil; Rita Turati, segreteria nazionale Spi - Cgil; Vincenzo Valentino, segr. gen. Spi - Cgil Puglia; Rossana Vallino, ambientalista e animalista; Luciano Vecchia, segr. gen. Fiom Avellino; Stefano Vicini, operatore sociale; Ugo Zamburru, dirigente Arci; Giovanna Zunino, dirigente Cgil.
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Fate girare al massimo questo messaggio per favore
Dobbiamo concentrare gli sforzi e moltiplicare le serate se possibile!
Il filmato di propaganda dell'iniziativa:
se avete ADSL vedetevi i luoghi bellissimi dove potrete essere
proprietari di un metro di terra (proprietà indivisa).
http://www.youtube.com/watch?v=FFbFWFOWWq4
Qui sotto link principali per trasferire e conoscere l'iniziativa.
Modulo sottoscrizione e volantino da far girare via mail al link:
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Se Oltre al modulo ed ai chiarimenti si vogliono conoscere
le motivazioni dell'iniziativa o acquisire il modulo di acquisto
per procura:
http://www.notav.eu/sections-listarticles-5.html
Se desiderate conoscere solo i chiarimenti (FAQ):
http://www.notavtorino.org/documenti/compra-primafila-istruz-TO--25-2-08.pdf
Solo il modulo di sottoscrizione:
http://www.notavtorino.org/documenti/compra-primafila-mod-TO-25-2-08.pdf
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I migliori saluti, Scrivi a:
Ambientevalsusa info@ambientevalsusa.it
L’Unione, ormai archiviato schieramento del centrosinistra che vinse le elezioni nel 2006, proponeva nel suo programma la costituzione di una commissione parlamentare sui fatti di Genova. Il documento elettorale si spingeva oltre, obbligandosi alla "definizione di regole per migliorare la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico, per una maggiore efficacia e trasparenza di queste attività". E’ noto che questi impegni non sono stati rispettati, per il crearsi di condizioni politiche che ora non vogliamo rivangare. Appare però paradossale che essi non siano presenti oggi nelle 14 priorità della Sinistra Arcobaleno, apparendo unicamente (peraltro solo come fugace accenno) nel programma esteso, come rilevato anche dal Comitato Verità e Giustizia per Genova nella propria lettera al presidente Bertinotti. Paradossale in quanto si pensava che il nuovo soggetto politico della sinistra, grazie alla sua autonomia e non dovendo più sottostare a compromessi con forze meno interessate a tali tematiche, potesse permettersi uno slancio diverso e maggiore coraggio; al contrario abbiamo assistito ad un passo indietro.
Siamo consapevoli dei limiti imposti da una campagna elettorale inattesa e condotta inevitabilmente in tempi ristretti. Questo può spiegare – ma non giustificare – l’assenza della “questione Genova” dai punti prioritari della Sinistra Arcobaleno; contemporaneamente rileviamo che Genova non è sparita “solo” dall’agenda delle urgenze, ma in generale dalla discussione interna alla sinistra che si appresta a chiedere il voto alle prossime elezioni. E a poco serve rilevare oggi, in occasione della richiesta di condanna avanzata dai pm per 44 imputati nel processo su Bolzaneto, i commenti di alcuni esponenti della sinistra. Troppo poco: la rimozione del G8 genovese sembra un’onda lenta ma inesorabile; dopo aver attraversato il Paese ha investito pure la neonata sinistra unita.
I procedimenti giudiziari che su Genova stanno arrivando a conclusione sono sicuramente importanti, ma nulla centrano con la definizione di quelle vicende sul piano delle garanzie costituzionali e dei diritti. In Italia la magistratura è stata spesso criticata per presunte ingerenze nella politica, salvo poi delegarle una ricerca “miracolosa” della verità su questioni che la politica non sa o non vuole affrontare. Genova non fa eccezione a questa regola; anzi, ne è esempio paradigmatico. Negli ultimi mesi le voci uscite dalle aule dei tribunali sono state sempre più alte e inquietanti. Abbiamo rivissuto l’indegna perquisizione della Diaz, le minacce e le vessazioni (fisiche e psicologiche) subite dai fermati a Bolzaneto, abbiamo visto sancita come ingiustificata la carica ai manifestanti di via Tolemaide, il ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire alcune persone ferite negli scontri. Purtroppo sulla morte di Carlo Giuliani anche la magistratura si è uniformata alla “grande rimozione” di Genova, archiviando il procedimento, ferma restando l’attesa per il ricorso presentato dalla famiglia alla Corte Europea di Strasburgo.
Di fronte a queste voci – come detto, e nonostante i molti anni passati dal luglio 2001, sempre più forti – è stato stridente il contrasto con il silenzio opposto dalla politica, fino ad arrivare alla sensazione che persino la sinistra guardi ad altro come priorità. In questi sette anni l’abbiamo capito: le forze di polizia non sono interessate a rapportarsi autonomamente coi propri errori. Non credevamo però che la politica avesse introiettato questa situazione come un dato di fatto immutabile, senza considerarne le conseguenze future o quelle già evidenti nei sette anni successivi il luglio genovese.
Oltre allo stucchevole elenco dei funzionari promossi, in assoluta e trasversale continuità fra i due governi succedutisi dal 2001 ad oggi e che abbiamo più volte condannato, abbiamo assistito ad altri fatti inquietanti. Da un censimento avviato circa un anno fa, sono circa 11.500 le persone che sono oggi sottoposte a procedimento penale per lotte sociali. La casistica è piuttosto varia sia considerando le iniziative incriminate che le fattispecie penali individuate dagli inquirenti, ma esiste un filo che unisce tutte queste vicende: la volontà, inaccettabile per uno Stato Democratico, di delegare al diritto e alla magistratura penale la soluzione di problemi sociali e politici importanti e complessi. Tutto questo senza pensare a casi eclatanti, che peraltro escono dalla sfera delle lotte sociali, per integrarsi comunque con quella relativa al controllo dell’operato delle forze dell’ordine (pensiamo a Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman) e della polizia penitenziaria (due esempi per tutti il caso di Aldo Bianzino e quello di Marcello Lonzi). E non è certo tranquillizzante la corsa di molti partiti a candidare per le prossime elezioni esponenti delle forze di polizia, solleticando in modo acritico e populista l’ansia securitaria di settori dell’elettorato.
Nel 2001 le garanzie costituzionali furono calpestate, ma a sette anni di distanza l’eco di quelle violazioni non solleva alcun dibattito politico, riuscendo a malapena a bucare il silenzio dei media.
La Repubblica per Bolzaneto ha parlato di “girone infernale”; La Stampa di “Guantanamo italiana”.
Sulla Diaz è ormai divenuta celebre la definizione dell’allora vicequestore Michelangelo Fournier: “una macelleria messicana”.
Secondo Amnesty International durante il G8 2001 si è verificata “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.
Non possiamo rimanere in silenzio e lasciare la storia di Genova solo alle aule di tribunale.
Noi siamo ancora a chiedere:
- l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti avvenuti nel 2001, durante il vertice G8 di Genova (dalle cariche ai manifestanti alla morte di Carlo Giuliani, dalla Diaz a Bolzaneto) e, precedentemente, il Global Forum di Napoli;
- la definizione di regole per consentire la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine;
- il varo di una legge che preveda il reato di tortura;
- l’istituzione di un organismo “terzo” che vigili sull’operato dei corpi di polizia;
- l’aggiornamento professionale delle forze dell'ordine circa i principi della nonviolenza;
- l’impegno alla esclusione dell'utilizzo nei servizi di ordine pubblico di sostanze chimiche incapacitanti e l'impegno circa una moratoria nell'utilizzo dei GAS CS;
Ma, soprattutto, chiediamo al candidato premier della Sinistra Arcobaleno, e ai segretari dei 4 partiti coalizzatisi in essa, di dire chiaramente se queste istanze, peraltro solo sinteticamente riportate e a cui potrebbero sommarsi altre, siano ancora prioritarie per l’autodefinitasi forza unitaria della sinistra. Precisiamo che questa parola di chiarezza non la chiediamo solo oggi, né ci basterebbe venisse espressa col solo intento di recuperare una parte di potenziale elettorato, ormai disorientato e disilluso dal vostro silenzio: la chiediamo come inequivocabile scelta di campo, culturale e civile prima che politico-elettorale.
Analoga domanda la rivolgiamo a tutte le altre forze politiche che in passato si sono dette vicine a tali istanze e che, mentre si apprestano a presentarsi alla prossima tornata elettorale, sulle tematiche sopra esposte hanno scelto in questi giorni un ambiguo silenzio.
12 marzo 2008
Francesco “baro” Barilli (coordinatore www.reti-invisibili.net) e Italo Di Sabato (responsabile Osservatorio sulla Repressione PRC/SE)
Haidi Gaggio Giuliani
Enrica Bartesaghi
Stefania Zuccari (madre di Renato Biagetti)
Maria Iannucci (Associazione Familiari e amici di Fausto e Iaio)
MOVIMENTI, LOTTE SOCIALI, REPRESSIONE, DA GENOVA A COSENZA
DOMENICA 27 GENNAIO ORE 18
MUSEO DELLO STRUMENTO MUSICALE
PINETA ZERBI - LUNGOMARE RC
ASSEMBLEA PUBBLICA E DIBATTITO
Intervengono:
NUNZIO D'ERME
FRANCESCO CARUSO
ITALO DI SABATO
VINCENZO MILIUCCI
FRANCO PIPERNO
RAMON MANTOVANI
clicca sul volantino per scaricare la locandina dell'iniziativa
VENEZIANI SEI INDESIDERATO
A REGGIO CALABRIA !
La Calabria e Reggio
culla dell'antica civiltà magno greca
non hanno sicuramente bisogno
del Marcello Veneziani di turno, per fare cultura.
L'amministrazione comunale ha già speso negli ultimi mesi parecchie migliaia di euro :
oltre 400 mila euro per il concerto di Ricky Martin
il soggiorno estivo di RTL sul lungomare è costato ai reggini circa 500 mila euro
le statue Rabarama (collocate in modo del tutto insignificante presso i giardini del lungomare)
sono costate 660 mila euro
la mostra che ricorda Maria Callas ospitata presso Villa Zerbi è costata oltre 330 mila euro.
lo spazio SKY che da informazioni sul percorso politco-governativo
dell'attuale amministrazione comunale è costato 260 mila euro.
Tutto questo avviene in una città
dove più della metà della popolazione non ha l'acqua corrente dentro le proprie abitazioni
interi quartieri periferici e non solo
abbandonati al degrado.
I reggini non riescono a vivere in modo dignitoso a causa di una disoccupazione diffusa
e devono convivere con l' illegalità che oramai è entrata a far parte della vita quotidiana della città.
IL SINDACO DI REGGIO E MARCELLO VENEZIANI QUESTE COSE LE SANNO
e lunedi mattina con un blitz in stile cileno portato avanti dai vigili urbani, mandati dal sindaco,
sono stati aggrediti due artisti di strada, rei di disturbare la quiete pubblica
é stata sequestata la loro batteria
mentre un cittadino che si opponeva al sequestro è stato arrestato e denunciato per resistenza.
QUESTA E' LA REGGIO DI SCOPELLITI
FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON LA 'NDRANGHETA
CHE DOMINA INCONTRASTA LA CITTA'
CI CHIEDIAMO
COSA SIA LEGALE E COSA NON LO E'
A REGGIO CALABRIA
Quanto ci costa la consulenza di Marcello Veneziani?
Quanti soIdi buttatti via per spettacoli inutili ?
I giovani artisti reggini invece non hanno luoghi di aggreagzione per esprimere la loro voglia di creatività.
Il comune di Venezia ha destinato un'area del centro cittadino ad uso esclusivo degli artisti di strada.
Quando sarà possibile vedere questo anche a Reggio Calabria ?
Associazione Ottominuti
Laboratorio letterario