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mercoledì, 06 settembre 2006

RICORDIAMOLI

La sera del 26 settembre del 1970, cinque giovani anarchici (Gianni Aricò, Angelo Casile, Franco Scordo, Luigi Lo Celso, Annalise Borth) si dirigevano a Roma con la loro Mini Minor carica di documenti comprovanti che il deragliamento del treno di Gioia Tauro (22 luglio 1970) era stato causato da una bomba messa ad arte dai neofascisti in accordo con la 'ndrangheta. Questi documenti mostravano un evidente collegamento tra la rivolta di Reggio Calabria scoppiata al grido "boia chi molla ", lanciato dal missino Ciccio Franco il giorno 14 luglio 1970 e l'attentato di Gioia Tauro, ed inoltre mettevano in luce la catena di comando che da Reggio Calabria conduceva fino alla Roma del disegno golpista del principe Junio Valerio Borghese che sarebbe scattato 8 dicembre 1970.
Ad aspettare i cinque giovani a Roma quella notte c'erano i compagni anarchici della capitale, con i cinque giovani viaggiavano i sogni, le utopie, la speranza di cambiare l'Italia, gli ideali rivoluzionari, tutto questo però fu inutile perché a 58 Km da Roma, nel tratto che attraversa la provincia di Frosinone, la piccola macchina tampona misteriosamente un camion spezzando le vite dei cinque eroi. Il caso viene archiviato come una disgrazia dovuta all'alta velocità e all'età (media 22 anni), trenta anni dopo (lo si sapeva già allora) si è scoperto che l'incidente in cui persero la vita i cinque anarchici fu una strage neofascista-servizi segreti.
Prima di partire Gianni Aricò dirà alla madre: "Abbiamo scoperto cose che faranno tremare l'Italia", non ci riuscirono ma il loro coraggio rimarrà sempre in chi vuole provare ancora a cambiare il mondo. Non dimentichiamoli, la loro giovinezza è volata dietro l'onestà, l'utopia, il coraggio, la rivoluzione, l'anarchia e per questo saranno per noi sempre degli eroi.
Grazie Gianni, Angelo, Franco, Luigi, Annalise. Saremo sempre con voi.

postato da: clandestino30 alle ore 10:42 | link | commenti
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