SOLIDARIETA' AI COMPAGNI E ALLE COMPAGNE REGGINE
Nei giorni scorsi, ancora una volta, la Digos di Reggio Calabria ha eseguito diverse perquisizioni nelle case di diversi militanti reggini.
Gli agenti, hanno eseguito le perquisizioni senza un mandato della Procura della Repubblica, ma in quanto erano certi che nella abitazioni da perquisire ci fossero armi o materiale esplondete. Naturalmente nulla di compromettente o pericoloso è stato trovato nelle abitazioni.
Ma davvero gli abili investigatori della Questura reggina non hanno di meglio da fare. Non sono forse a conoscenza che la città di Reggio Calabria è dominata dalla 'ndrangheta che è onnipresente in ogni apparato istituzionale, a partire dalle assemblee elettive fin'anche all'ultimo dei condomini?
Bisogna mobilitarsi e riflettere su quanto accade in questa città: mentre la 'ndrangheta domina la città sono diverse le inchieste aperte da parte della Procura di Reggio Calabria sui compagni e le compagne di Reggio Calabria, si sta sviluppando un clima pesante, che tenta di mettere in discussione gli stili di vita e il modo di condurre le lotte che da sempre molti di noi hanno portato avanti. 
Il teme della repressione è un tema che non va sottovalutato, soprattutto in questo periodo, mentre si sperimentano orami da tanti anni leggi che di fatto sono anticostituzionali contro gli ultrà è molto facile che queste leggi vengano estese anche nella gestione dell’ordine pubblico.
Ma cosa vuol dire oggi ordine pubblico a Reggio Calabria, in una città, la terza d’Italia dopo Roma e Milano per rapporto forze dell’ordine-cittadino, voglio qui ricordare che la media nazionale è di un operatore di pubblica sicurezza ogni 261 cittadini, in Calabria invece è di un operatore ogni 175 cittadini. Reggio Calabria è inoltre la terza Procura d’Italia per intercettazioni telefoniche e inchieste aperte contro ignoti, mi chiedo com’è possibile che nonostante tutto questo controllo da parte delle forze dell’ordine la ‘ndrangheta non venga minimamente scalfita da queste attività?
Dico questo perché il superprefetto De Sena, oggi senatore del Pd/L che era stato mandato a Reggio Calabria subito dopo l’omicidio Fortugno per combattere la ‘ndrangheta, ha dichiarato nello scorso mese di giugno alla commissione parlamentare antimafia che la criminalità organizzata in Calabria è un fenomeno strutturale e che si sviluppa a causa della mancanza di infrastrutture.
Ma come mai il prefetto De Sena non ha detto nulla dell’intreccio perverso che esiste in Calabria tra criminalità organizzata, partiti politici, pubblica amministrazione, burocrazia? Adesso che De Sena è stato premiato per il suo impegno contro la 'ndrangheta tanto che è stato pure eletto senatore la mia domanda è la ‘ndrangheta è più forte o più debole di prima? Visto che la prima dichiarazione di De Sena è stata quella di affermare che il Ponte sullo Stretto si farà mi chiedo questo rendere più forte o più debole la 'ndrangheta?
Comunque siano le cose, pur attendendo una risposta chiarificatrice non si può non osservare che la ‘ndrangheta è più forte. Dall’uccisione di Fortugno in poi come sono stati aggrediti i patrimoni mafiosi, come si è intervenuto nella pubblica amministrazione per rompere i condizionamenti e soprattutto come sono state condotte le inchieste?
Dico questo perché questi argomenti non riescono ad emergere nel dibattito politico. Nello scorso mese di luglio, quando venne arrestato a Reggio Calabria il consigliere comunale di Alleanza nazionale Massimo Labate, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, poliziotto della squadra mobile di Reggio Calabria e primo degli eletti in Alleanza nazionale con oltre 1300 voti di preferenza, il sindaco della città, Giuseppe Scopelliti, dichiarò durante un consiglio comunale che il Labate si rese protagonista di alcune leggerezze. Bene, io vorrei chiedere al sindaco della città, perché nessuno fino ad oggi lo ha chiesto, se ha intenzione, come Amministrazione comunale di Reggio Calabria, di costituirsi parte civile nei processi con la ‘ndrangheta.
Voglio sottolineare che bisogna capire che oramai a Reggio Calabria, ma credo ormai in tutto il meridione si sia davvero persa la misura della differenza tra legalità ed illegalità.
In ogni caso dobbiamo mobilitarci, senza farci intimidire e continuare le nostre lotte!
Militantenonpoliticante
