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domenica, 30 marzo 2008

GIOIA TAURO COORDINAMENTO PORTUALI

Rosarno, lì 27 marzo 2008

Comunicato Stampa

 

GIOIA TAURO SFRUTTATA, NON IN DIFFICOLTA’.

 

Le problematiche dei portuali gioiesi vengono da lontano ed i vari governi che si sono succeduti, di destra e di sinistra, non sono intervenuti a difesa dei lavoratori.

Non per fare polemica – dichiara Antonio Pronestì – ma la dichiarazione del senatore di An G. Valentino sa tanto di campagna elettorale, si preoccupa di tutto e nessuna parola a difesa dei lavoratori.

Nessun politico calabrese si è accorto che in questo decennio i propri corregionali sono stati oggetto di sfruttamento da una multinazionale che ha solo interessi economici e che in modo colonialista gestisce il porto di Gioia Tauro.

La speranza di un lavoro stabile, per i giovani della piana, è un caro prezzo che  pagano sia i lavoratori già occupati e sia i molti giovani precari che vengono sfruttati ogni anno.

Il sindacato ha scelto la linea dell’occupazione stabile ed in questo senso sta lavorando per garantire: sicurezza nel lavoro, ritmi umani,  straordinari non obbligatori e organico funzionale ( quindi più assunzioni stabili).

La cosa più difficile è sensibilizzare le istituzioni ed i politici.

I portuali, che hanno subito accuse addirittura dal clero della piana, si domandano quale sia realmente l’interesse di tutti questi “potenti”, se l’interesse reale è lo sviluppo del territorio o altro.

Come si può tacere o far finta di non vedere sullo sfruttamento dei lavoratori?

I portuali gioiesi sono rimasti soli in questa battaglia, tutti  - politici, istituzioni, autorità portuale e clero – uniti a difendere un’azienda che  grazie ai finanziamenti pubblici ed alla professionalità dei lavoratori portuali ha costruito una fortuna.

Dove potrà trovare una fortuna simile la sig. ra Battistello? Facile, a Tangeri (come tiene a sottolineare) una terra fertile per lo sfruttamento della manodopera come lo è stato la Piana di Gioia Tauro. Ma siamo veramente tutti irragionevoli? Pensiamo veramente che Tangeri possa essere la strada che McT possa sfruttare per servire il traffico delle merci per l’Europa? NO.

Confermiamo,  lo stile non cambia: ricatti, infamie e ricerca di guadagno facile è l’identikit di McT.

Noi non possiamo cadere nella trappola e volgiamo chiarezza.

Bisogna incentivare lo sviluppo della Calabria e della Piana aprendo alla concorrenza lo scalo di Gioia Tauro, non è possibile che McT possa agire in regime di monopolio ed è necessario aprire l’area agli investimenti di altri colossi addetti al trasporto delle merci ed agli investimenti di tutti gli imprenditori che volessero contribuire a tale progetto.

Il SUL  che pone la fiducia nella magistratura quale unico soggetto deputato a fare chiarezza sulle infamie e sulle denigrazioni a danno dei lavoratori e del sindacato, auspica  una presa di coscienza generale che possa contribuire a ristabilire un rapporto di leale confronto che possa ridare la dignità ai lavoratori calabresi.

 porto gioia tauro

 

Rosarno, lì 28 marzo 2008

Comunicato Stampa

 

LA POLITICA SI ACCUSA, I PROBLEMI DEI PORTUALI RESTANO.

 

         Farebbero bene tutti a non speculare in questo periodo di campagna elettorale.

Lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro, in termini di traffico, è stato negli anni molto soddisfacente e specialmente in questo ultimo periodo MCT vanta un incremento rispetto all’anno scorso di ben il 20% grazie anche all’approdo di MSC.

         Le aspettative erano tante sia da parte dei lavoratori, sia da parte del sindacato e sia da parte della politica, ma l’amara realtà è che le assunzioni che servivano per far fronte all’aumento di traffico sono state meno della metà e con contratti a termine (quindi assunzioni di precari), i lavoratori stabili costretti ad effettuare straordinari obbligatori, forti guadagni per MCT e nessun premio di risultato per i lavoratori.

         Questa è la verità e nessuno ha voluto sentire fino ad oggi il grido dei portuali gioiesi che cercano da più di 2 anni di porre fine allo sfruttamento che dura ormai da più di un decennio.

         Vorremmo che si intervenisse a garantire lo sviluppo del porto e del territorio tramite l’occupazione stabile, salari dignitosi, orario di lavoro ordinario e buoni  livelli di sicurezza. Pensiamo che nessuno possa speculare specialmente in campagna elettorale sullo stato in cui versa il porto ed i portuali.

         Vorremmo, da parte di politici ed istituzioni, impegni certi ed esigibili che possano garantire ai lavoratori ed ai giovani precari tutele normative ed economiche. Vorremmo che tutti quelli che possono contribuire allo sviluppo del porto e del territorio abbiano le stesse possibilità.

         Vorremmo che un’azienda come MCT, che si ostina a non voler sentire le sollecitazioni del sindacato sia in termini di occupazione stabile sia in termini di sicurezza, possa essere messa in competizione ponendo fine alla gestione dello scalo in regime di monopolio. Vorremmo che il diritto dei lavoratori di pretendere il confronto con l’azienda e con le istituzioni possa essere garantito.

        

         I portuali, forse, vogliono troppo.

È bene fare chiarezza: non ci faremo abbindolare dagli opportunisti della politica e continueremo a lottare per restituire la dignità ai portuali gioiesi.

 

 

postato da: clandestino30 alle ore 15:14 | link | commenti
categorie: news

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