ECCO LE PRIME DATE DELLA CONSULTAZIONE PRECARIA A REGGIO CALABRIA
VENERDI 5 OTTOBRE ORE 11 - FACOLTA' ARCHITETTURA
SABATO 6 OTTOBRE ORE 17 - CORSO GARIBALDI PIAZZA CAMAGNA
DOMENICA 7 OTTOBRE ORE 11 - CORSO GARIBALDI PIAZZA CAMAGNA
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Consultazione Precaria - appello per la consultazione precaria
Quest'estate il governo Prodi ed i sindacati (Cgil, Cisl e
Uil) hanno sottoscritto un accordo su pensioni e mercato del
lavoro che sottoporranno ai lavoratori, che lo dovranno
approvare in una consultazione nei posti di lavoro l'8-9-10
ottobre. L'accordo viene presentato da tutti, governo,
sindacati ed anche da Confindustria, come il migliore
possibile per garantire un futuro ai pensionati e soprattutto
ai giovani.
Tutto sembra procedere per il meglio, ma da subito emergono
non solo le perplessità di circostanza ma tutte le gravi
insufficienze dell'accordo: non cancella ma diluisce soltanto
lo «scalone» di Maroni, conferma sostanzialmente la Legge 30 e
quindi il futuro di precarietà per milioni di giovani (e meno
giovani). Non solo: penalizza le lavoratrici ed i lavoratori,
facendoli lavorare più a lungo, rende una beffa il miglior
trattamento per i lavori usuranti limitandolo a 5000
lavoratori l'anno, introduce una sorta di scala mobile al
contrario tagliando i coefficienti, riduce i contributi per
gli straordinari, permette che i contratti a termine durino
oltre i 36 mesi, rendendo il destino precario per milioni di
giovani per i quali, inoltre, il limite del 60% delle pensioni
più basse è solo un'ipotesi allo studio. Ma che bel futuro che
ci hanno disegnato!
Per questi motivi questo accordo è stato immediatamente
condannato da tutto il sindacalismo di base, dai centri
sociali e da tutti coloro che da anni si battono contro la
precarietà. Anche la discussione nella Cgil porta la Fiom ad
annunciare la propria contrarietà. Un no secco, che potrà
avere anche conseguenze sulla consultazione.
Da Montezemolo agli esponenti del partito democratico,
passando per i sindacati, un fiume di insulti e di accuse di
irresponsabilità per una componente sindacale, la Fiom
appunto, che si rifiuta semplicemente di sottoscrivere un
accordo che penalizza le lavoratrici e i lavoratori,
soprattutto quelli precari e precarie, i disoccupati, i
migranti e le migranti, gli studenti e tutti i nuovi
lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo,
ma anche tutto il mondo della parasubordinazione che è
completamente escluso dalle misure previste dall'accordo.
Guarda caso infatti sono proprio questi i soggetti esclusi
dalla consultazione dei sindacati confederali a cui invece
possono per paradosso partecipare milioni di pensionati dal
futuro «garantito». Si legittima così l'accordo senza nulla
chiedere a quelli che ne sono più coinvolti. E' una ferita
alla democrazia e alla rappresentanza delle organizzazioni
sindacali, sociali e politiche. Una nuova frattura, dopo le
molte aperte in questo anno di governo, sulla base di Vicenza,
sulla guerra, i diritti civili per le persone glbtq, il tema
del securitarismo: troppe, per chi ancora una volta deve
sentirsi escluso dalla partecipazione democratica. Troppe per
chi pensa che nessuno ha il diritto di decidere escludendo e
recintando. Troppe per una generazione di studenti e precari a
cui è stato letteralmente rubato il futuro. Non ci vogliono
far contare ma non siamo dei fantasmi e vogliamo farci
sentire.
Siamo movimenti, sindacati di base, centri sociali, precari,
migranti, senza casa, studenti, lavavetri, writers e senza
diritti: dobbiamo trovare il coraggio di alzare la voce e di
unirci ai guastafeste della Fiom. Dovremmo farlo con
assemblee, azioni di denuncia della nostra condizione di
precarietà ma soprattutto urlando il nostro no nella
consultazione sull'accordo, e anche organizzandoci per andare
a votare e per far votare laddove veniamo sfruttati, nei
territori, nei Municipi, nei centri sociali, nelle scuole e
nelle università, per le strade.
Organizziamo questa partecipazione dal basso partendo da noi
ma con la capacita di parlare a tutti, associazioni,
cooperative, intellettuali, artisti e mondo della cultura in
genere, trasformando la sgrammaticata antipolitica in domanda
sociale autorganizzata.
Cobas, Action, M. Marcelli e G. Cremaschi (Rete 28 Aprile
Cgil), Csoa Corto Circuito, Factory Occupata, Csoa Spartaco,
Csoa La Strada, Spazio Sociale 32, Ass. Movimenti, Comitato
quartiere Alberone, Giovani Comunisti/e, Leoncavallo, Csa
Depistaggio, Csoa GrottaKapovolta, Ass. Duumchathu,
Laboratorio sociale Millepiani, Csoa la talpa e l'orologio
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