Dalle carte dell'inchiesta, le perplessità del futuro numero uno
della polizia sui fatti di Genova. Espresse direttamente al suo capo
da repubblica.it
"A De Gennaro dissi: ne usciamo male"

GENOVA - ""Io credo che tu abbia visto un altro G8", gli dissi scherzosamente... "noi ne usciamo male e insomma, a me non sembrano pregresse quelle ferite". Credo di essere stato io, e il capo della polizia Gianni De Gennaro me ne dà atto ancora oggi, quello che gli ha richiamato l'attenzione sulla gravità degli incidenti... erano circa le 10 del mattino di domenica 22 luglio e fino a quel punto, guardando la televisione, mi era sembrato di cogliere dal capo della polizia una sensazione di "esito positivo"".
È uno dei passaggi contenuti nelle 60 pagine di interrogatorio cui venne sottoposto, in qualità di testimone, Antonio Manganelli, il 16 dicembre 2002 a Roma, dai pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini. I magistrati che iniziavano la difficile inchiesta sull'irruzione alla scuola Diaz di Genova, avvenuta l'ultima notte del G8, il 21 luglio 2001. Ecco il pensiero, le valutazioni, i dubbi, sulla vicenda Diaz espresse dall'allora direttore centrale della polizia criminale e futuro numero uno della Ps, uno che quella notte come ricorda lui stesso "stava andando a letto" e si ritrova "in una delle pagine storiche".
Le frasi più dure sono nei confronti dell'episodio delle due bottiglie molotov, infiltrate nella scuola dalla stessa polizia e poi usate come prove a carico dei 93 no global arrestati, scagionati e oggi parti offese al processo. "Mi è sembrato che alla perquisizione Diaz ci fossero un po' troppi generali senza contestuale distribuzione di compiti e di livelli di responsabilità... poi tutto va storicizzato... debbo dire che la cosa che mi ha colpito di più in assoluto, che non riesco a digerire è la provenienza illegale delle molotov. Perché guardi, io ne ho viste tante, mi spiace dirlo al registratore, ma ne ho anche fatte tante... situazioni complicate difficili... la Uno Bianca, le stragi a Palermo, i sequestri a Nuoro... ma la bustina in tasca allo spacciatore... insomma l'avevo vista nei film ma non credevo potesse succedere".
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