
È facile constatarlo, a Reggio Calabria il centro sinistra non esiste. L’era Falcomatà è ormai un ricordo.
Questa sconfitta brucia, fa male, e può lasciare segni indelebili se non ci sarà da subito una terapia d’urto che riesca a rigenerare l’Unione.
Il sindaco uscente (Scopelliti di An) viene riconfermato con oltre il 70% dei consensi, ma è significativo il fatto che metà della sua giunta sia stata bocciata dall’elettorato di centro destra.
Il candidato dell’Unione, Lamberti, che aveva vinto le primarie di febbraio, proposto da Ds e Margherita si ferma al 26%.
Reggio Calabria è una roccaforte della destra, questo è risaputo, l’azione non brillante del governo nazionale e regionale hanno complicato questa campagna elettorale, ma questo non basta per spiegare la sconfitta, evidentemente c’è dell’altro.
Bisogna inoltre ricordare che un anno fa l’Unione vinse con facilità le elezioni provinciali con quasi il 60% dei consensi; e allora cosa è successo?
Il risultato elettorale di Reggio Calabria rende palese ciò che molti sospettano da tempo: in città, ma non solo, regna un trasversalismo politico tra il centro destra e una parte del centro sinistra. È del tutto evidente che i partiti maggiore dell’Unione abbiamo stipulato un patto di non belligeranza con il centro destra.
Perché i vertici regionali di questi partiti durante gli ultimi giorni di campagna elettorale si sono preoccupati a suon di raccolte di firme di contestare sui giornali l’entrata nel Pd di Loiero? Perché i vertici regionali di Ds e Margherita stanno tentando di mettere in un angolo l’assessore alla sanità Lo Moro (Ds) che, con grande difficoltà ed in solitudine tenta di riformare un settore delicato come quello della sanità che come tutti sanno in Calabria è in mano alla ‘ndrangheta?
Com’è possibile che Ds e Margherita raccolgano insieme appena il 10% dei consensi nel comune di Reggio Calabria, dove esprimono un viceministro (Minniti), un sottosegretario (Meduri), il Presidente del consiglio Regionale (Bova) e il Presidente della Provincia (Morabito)? Come si spiega che nella lista della Margherita 14 candidati su 40 prendono zero voti?
Questa netta sconfitta deve essere per tutti noi un punto di partenza, si deve aprire una nuova stagione politca. Da ora in avanti è la sinistra, che nel suo insieme, dovrà farsi carico di ridare un senso alla politica. Ma la questione Reggio non può e non deve rimanere confinata dentro le mura cittadine, c’è bisogno di una maggiore attenzione dei livelli nazionali dei partiti, anche perché sta crescendo nel meridione d’Italia e soprattutto nei ceti più disagiati un onda lunga di malcontento che da qui a breve potrebbe travolgere tutto e tutti!
Bisogna analizzare questa sconfitta, riflettere sul nostro radicamento sociale che è inesistente, si deve invertire il modo di fare politica, a partire dal nostro rapporto con il “potere”, e della nostra capacità di rappresentanza.
È necessario aprire un processo costituente per la sinistra, la costituzione di gruppi d’opposizione in consiglio comunale della sinistra radicale ed alternativa potrebbe essere il primo passo, ma è prioritario parlare un linguaggio nuovo, riportare la politica all’attenzione dei cittadini, fuori dai palazzi e dalle segreterie di partito, perché senza rapporto con il popolo non c’è alcuna possibilità di successo!
