Il piano di rientro dal debito della sanità calabrese – predisposto dal Presidente Loiero ed approvato dalla maggioranza di centro–sinistra, non lo condividiamo per due motivi fondamentali:
1) non rompe l’evidente legame tra potere politico e ‘ndrangheta, ragione principale per cui è destinato al fallimento;
2) scarica sui cittadini il risanamento economico di una gestione politico-affaristica e criminale.
Inoltre, riduce l’offerta dei servizi sanitari, reintroduce l’iniquo ed inefficace ticket (dopo avere approvato in Giunta regionale la delibera che scarica una quota delle rette, pari al 30% del Fondo Sociale Regionale, per le RSA per Anziani e per Disabili sulle famiglie), non sposta in direzione del pubblico, il rapporto pubblico-privato.
Infatti, la sua presenza rimane la più alta delle regioni italiane, è di scarsa qualità, totalmente finanziato con soldi pubblici. Per il privato, rammentiamo, non esistono rigidi criteri ed un controllo puntuale e severo, sino alla eventuale revoca. Ecco perchè produce profitti ed arricchimenti per pochi a scapito della collettività. Questa è una tendenza consolidata da questa Giunta regionale. Lo si può verificare dalla vendita della struttura psichiatrica di Girifalco al privato, sancita dalla delibera che approva le linee guida per la tutela della salute mentale.
Vi è poi la mancata cancellazione del sistema dei DRG (modalità di liquidazione delle prestazioni sanitarie erogate), legati ad un concetto di calcolo valido per un sistema assicurativo e non universalistico come il nostro. La cancellazione - o il radicale cambiamento di tale sistema – comporterebbe, da solo, risparmi tali che, probabilmente, sarebbero sufficienti a ripianare l’intero debito nella sanità calabrese.
Non viene introdotta alcuna misura concreta di riduzione della spesa farmaceutica, operazione che si fa senza introdurre ticket, ma costruendo cultura su un consumo appropriato e consapevole, facendo formazione ai medici di famiglia, impedendo un rapporto morboso tra le case farmaceutiche e i medici di medicina generale, riducendo il profitto dei farmacisti, ricollocando sui territori farmacie pubbliche, che promuovano l’uso sostitutivo del farmaco.
Così come non si promuove un processo di internalizzazione di servizi precedentemente privatizzati.
Le proposte che abbiamo avanzato in questi giorni servono per contrastare il deficit dei sistemi sanitari regionali e contemporaneamente qualificare e rilanciare il sistema sanitario pubblico.
Queste proposte le abbiamo avanzate in tutte le Regioni soggette al piano di rientro.
Contro questo piano di rientro e contro la reintroduzione dei ticket inizieremo una campagna di massa, attraverso la raccolta di firme.
La salute non è una merce, la crisi non la devono pagare i lavoratori.
Le ruberie, i rapporti politico affaristici con la criminalità organizzata non possono e non devono essere scaricati sui cittadini.
Il Sud ha bisogno di governi coraggiosi, onesti e capaci di contrastare la radice del male profondo che lo attraversa.
Compito nostro, dei comunisti, è quello di battersi affinché un diritto sia un diritto e perché nella coscienza popolare tale diritto non sia assunto come un favore.
Per queste ragioni riteniamo grave il voto favorevole espresso dai Consiglieri regionali Tripodi e Guagliardi. Essi non ci rappresentano, perchè non rappresentano gli interessi dei soggetti più deboli della società calabrese, ma difendono semplicemente il loro scranno di comando, utile solamente ai loro interessi personali.
I componenti del comitato politico regionale
Danilo Barreca
Giuseppe Canale
Pino Commodari
Massimo Mezzatesta
Rossella Morrone
Lucio Cortese
Francesco Saccomanno
Mimmo Serrao