La procura della Repubblica a Milano e' l'ufficio che dispone il piu' alto numero di intercettazioni in Italia, ma le spese che sostiene sono inferiori, anche di dieci milioni di euro, rispetto a quelle di Palermo che ne effettua meno della meta'. I dati, riferiti al 2006 e 2007, sono stati acquisiti dall'Unita' di monitoraggio sulle spese per intercettazioni telefoniche e ambientali e per consulenze (Umi) istituita dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. In totale, le 166 procure d'Italia hanno speso oltre 224 milioni. Ma nel dettaglio emerge che il costo per le intercettazioni e noleggio degli apparati a Milano nel 2007 e' stato di 35 milioni 892 mila euro che riguarda 8.813 decreti emessi dal giudice per intercettazioni telefoniche, mentre i ''bersagli'' ambientali sono stati 26.145, di cui disposti per la Direzione distrettuale antimafia 8.848. A Palermo, invece, il costo nel 2007 e' stato di 46 milioni 92 mila euro, ed ha riguardato 4.800 decreti per le intercettazioni telefoniche e 9.875 ''bersagli'' ambientali, di cui 6.430 per le inchieste antimafia. Palermo presenta dunque un dato complessivo inferiore rispetto a quello di Milano sul numero di intercettazioni, ma un costo decisamente superiore rispetto ai numeri milanesi. Reggio Calabria nel 2007 sono stati spesi 25 milioni 368 mila euro e la spesa ha riguardato 2.733 decreti del giudice per eseguire intercettazioni telefoniche, mentre sono stati 8.934 i ''bersagli'' per le ambientali. I magistrati di Napoli hanno ordinato lo scorso anno 7.886 intercettazioni telefoniche e 16.168 ambientali per un costo di 11 milioni 930 mila euro. A Torino la spesa e' stata di 10 milioni 885 mila euro per 3.310 intercettazioni telefoniche e 7.047 ambientali di cui sei per indagini anti terroristiche. La procura di Roma ha effettuato 8.538 ambientali e 8.032 telefoniche per un costo di quattro milioni 887 mila euro. L'Unita' di monitoraggio e' stata istituita alla fine del mese scorso dal Guardasigilli per quantificare il debito dello Stato nei confronti delle aziende che noleggiano alle procure le apparecchiature per le intercettazioni. Solo le tre principali aziende lombarde che gestiscono il 70% del mercato vantano infatti un credito di 140 milioni di euro e nei giorni scorsi hanno minacciato di sospendere il servizio in caso di insolvenza. Per conoscere l'esatto ammontare del 'buco', il ministero della Giustizia sta ora compiendo un'analisi statistica sui dati disaggregati che ha ricevuto in questi giorni da ciascuna procura. (ANSA
"SERVE OPPOSIZIONE SERIA, PRC ROMPA CON IL PD"
Ordine del girono
RIPRENDIAMOCI REGGIO: REGOLE, DIRITTI, TRASPARENZA
La grave situazione politica che si è determinata al comune di Reggio Calabria ci impone una seria ed approfondita riflessione.
Pur esprimendo apprezzamento per l’operato in consiglio comunale del compagno capogruppo Demetrio Delfino dobbiamo però affermare che tutto questo, pur in un contesto di notevole difficoltà, non basta per porre un argine al malaffare prodotto dalla giunta Scopelliti.
È necessario un immediato cambio di passo, vogliamo rafforzare e qualificare l’opposizione del PRC indipendentemente dall’atteggiamento del Partito democratico….
Intendiamo pertanto rilanciare un’opposizione sociale, politica e culturale sulle questioni più importanti che riguardano il futuro della città:
innanzitutto chiediamo che un primo segnale di trasparenza si potrà avere quando la commissione di indagine sugli atti amministrativi concluderà i suoi lavori. Chiediamo cioè che la relazione conclusiva della commissione venga inviata alla Dda di Reggio Calabria;
come PRC chiediamo inoltre chiarezza e trasparenza sulla gestione della società miste. Vogliamo sapere con quali criteri avvengono le assunzioni, con quali criteri sono nominati i consigli d’amministrazione e chi sono i componenti. Vogliamo sapere inoltre, ad esempio, quanto costa ai contribuenti reggini i servizi di pulizia gestito dalla Leonia. Vogliamo inoltre che i bilanci delle stesse società miste siano resi pubblici.
In conclusione denunciamo l’azione poco incisiva dei sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil, soprattutto sulle politiche di tutela dei lavoratori come nella vicenda che riguarda la stabilizzazione dei lavoratori precari del comune di Reggio.
Su questi temi e sui temi della trasparenza degli atti amministrativi e della legalità chiediamo a tutte le componenti sane della città di sostenerci e partecipare alle prossime iniziative che il PRC metterà in campo per contrastare le politiche clientelari della giunta Scopelliti e la decadenza in cui versa ormai la nostra Reggio.
Il PRC si impegna, infine, ad organizzare una forte iniziativa partecipata sul bilancio comunale.
Reggio Calabria 15 novembre ’08
Ordine del giorno presentato da Danilo Barreca respinto dal comitato politico federale con 11 voti a favore, 1 astenuto 14 voti contro.
Riteniamo quanto avvenuto nell’ultimo Consiglio Regionale estremamente grave e indice del trasversalismo che caratterizza la gestione della sanità in Calabria. Un ceto politico e dirigente autoreferenziale ed autoriproduttivo che sulla sanità ha realizzato immense fortune politiche e personali a scapito della gran parte dei calabresi. Il deficit attuale lo sta a dimostrare.
Il presidente Loiero ha paventato persino la possibilità di reintrodurre il ticket e di aumentare la pressione fiscale sui cittadini calabresi.
Siamo nettamente contrari a queste misure proposte, perché scaricano sui soggetti più deboli della società calabrese una parte consistente del deficit sanitario e anche perché il ticket si è sempre dimostrato una misura inefficace al fine del controllo della spesa.
Riteniamo che a pagare debbano essere coloro, quelli che impropriamente si chiamano classe dirigente, che nel corso di questi anni si sono resi responsabili di questo stato di cose.
E, siamo convinti, che oggi più che mai sia necessario pensare ad uno sciopero regionale unitario del comparto sanitario calabrese pubblico: contro le politiche del governo nazionale delle destre che lo distruggerebbe volentieri ma anche contro il modo in cui si è gestita da parte della Giunta Regionale la sanità in questi anni: continuando ad affermare che tutto andava bene, senza intervenire sugli sprechi, senza migliorare le prestazioni e risolvere il problema delle morti in corsia e dei viaggi della speranza, e per riciclare il vecchio ceto politico al fine di rafforzare il “partito personale del presidente”.
Ci pare che tutto questo sia un’ulteriore dimostrazione delle ragioni per cui ci siamo opposti al reingresso in Giunta Regionale. Una scelta che ci pare si dimostri ogni giorno di più ingiustificabile.
08.11.08 Rifondazione in Movimento – Calabria
Al compagno Antonio La Rosa
Segretario provinciale Prc
Alla c.a. organi di informazione
Ai cittadini di Reggio Calabria
Lettera aperta sulla città dolente
Caro La Rosa,
ho deciso di fare diventare pubblica questa lettera proprio perché visto che il nostro partito vuole aprirsi alla società e vuole vivere nella società, per primi noi militanti di Rifondazione comunista dobbiamo dare l’esempio, quindi credo sia giusto fare diventare pubbliche anche le nostre discussioni politiche.
Ti scrivo per chiederti di convocare al più presto gli organismi di partito per discutere della grave situazione che si sta determinando nella mia città Reggio Calabria.
La settimana scorsa sono bastati pochi minuti di pioggia per far ricoprire la nostra città di merda. L’odore nauseabondo lo puoi verificare tuttora nelle strade cittadine del centro o nelle periferie come il viale quinto. Ma non è questo il problema, o meglio di certo non possiamo risolverlo in poco tempo, ma visto che vogliono fare di Reggio una città turistica, ma non si sa quando, sicuramente altri ci stanno già pensando. Quando puoi fatti un giro a Catona o a Pellaro per verificare lo stato delle “periferie”.
Credo che dobbiamo discutere di cosa accade nelle mia città perché voglio capire alcune cose, e penso che anche i cittadini e le cittadine di Reggio Calabria vogliono capire.
Voglio sapere cosa ne pensi e cosa pensa il partito delle gravi dichiarazioni che De Magistris ha rilasciato alla stampa nei giorni scorsi. Credo che la questione sia seria, perché a Reggio Calabria, città della gioia secondo alcuni o città del dolore secondo altri, non si distingue più il confine tra legalità ed illegalità. Vogliamo parlare del ruolo dell’opposizione in consiglio comunale? Ma c’è un opposizione? È il nostro partito cosa fa? È possibile che nulla abbiamo da dire sul piano strategico, oppure sul bilancio comunale, oppure sul trasversalismo che regna sovrano nella burocrazia comunale, oppure sulla gestione delle società miste, sulle assunzione, sulle consulenze. Bene, il giudizio sulla magistratura calabrese lo ha già dato De Magistris, io mi limito a dire che lo condivido, come ho già fatto qualche giorno addietro. Ma se i giudici come dice De Magistris non hanno nulla da dire, allora cerchiamo di dire almeno qualcosa noi di Rifondazione comunista. Cerchiamo di dare risposte, ma prima poniamoci delle domande serie. Perché c’è un’intera comunità che vuole sapere. I cittadini di Reggio vogliono anche sapere se siamo come gli altri o no.
In conclusione ti propongo di organizzare un’assemblea pubblica all’interno delle università perché, visto che abbiamo scelto di fare politica credo che dobbiamo delle risposte anche agli studenti che in questi giorni, con coraggio scendo in piazza per chiedere un cambiamento. Chiediamo un cambiamento pure noi! Insieme a loro poniamoci delle domande e cerchiamo di capire. Io per primo ho bisogno di capire e per questo è probabile che se ci sarà l’assemblea potremo anche avere delle opinioni diverse sulla città, sull’opposizione, sul ruolo del nostro partito. Ma questa volta, per favore facciamo alle luce del sole.
Reggio Calabria 6 nov. 08
Danilo Barreca
Rifondazione comunista
Ai militanti del Partito della Rifondazione Comunista
Ai Calabresi
Care compagne, cari compagni,
con questa lettera aperta tentiamo di scrivere cosa è il mercato della politica nella nostra regione. Un mercato che riguarda anche noi, militanti e dirigenti del PRC. Un mercato dove tutte/i siamo in vendita, tutte/i possiamo essere acquistate/i.
Cosa c’entra, vi chiederete, con il Partito della Rifondazione Comunista il mercato della politica. C’entra e come.
Forse non vi ricorderete della seduta del Comitato Politico Regionale della Calabria del 29 luglio 2008, una seduta, per tanti di noi, illegittima, tant’è che alcuni compagni hanno inoltrato un ricorso al CNG, ad oggi senza alcuna risposta, nella quale si decise, senza alcuna motivazione politica vagamente credibile, di rientrare in Giunta regionale a distanza di tre mesi dalla decisione di collocarci all’opposizione e di uscire da essa.
Uno dei compagni che si opponeva al rientro in giunta e che non partecipò a quella riunione per far si che mancasse il numero legale, unico strumento a nostra disposizione per opporci a quella scellerata scelta, visti i rapporti di forza, fu, insieme ad altri, il compagno Ciccio Caccavari, componente della Segreteria regionale, responsabile della sanità ed esponente del secondo documento congressuale.
Insieme ai compagni che da sempre si erano schierati contro il rientro in Giunta, il compagno Caccavari, ha partecipato alla conferenza stampa per motivare la contrarietà del rientro in Giunta, tenutasi in contemporanea allo svolgimento del CPR.
Uno dei motivi più rilevanti che impedivano il nostro rientro in Giunta è stato ed è il mancato accoglimento delle nostre proposte per modificare il Piano regionale della salute, proposto dalla Giunta regionale ed attualmente in discussione in Consiglio regionale.
In data 16 settembre 2008 con deliberazione della Giunta regionale n. 652, avente ad oggetto:”Piano sanitario regionale per il triennio 2007- 2009. Istituzione di un comitato di consulenti”, viene, appunto costituito un comitato di soggetti esperti “in grado di fornire un adeguato grado di supporto tecnico-scientifico”.
Rammentiamo che il nostro è un assessorato ingolfato di esperti. La sanità calabrese è di fatto commissariata. E’ stata nominata una commissione per l’accertamento dei debiti pregressi, a cui oggi si aggiunge l’advisor KPMG. L’assessorato oggi è retto, oltre che dall’assessore, dal dirigente generale, dal dirigente generale vicario e da un supervisore dell’assessore nella persona del sottosegretario alla presidenza, nominato di recente da Loiero. Ma tutto ciò non ha impedito il concretizzarsi dell’esorbitante debito, che ammonta ad oltre 1 miliardo di €uro, e quello che è grave al debito non ha corrisposto un miglioramento della qualità del servizio sanitario pubblico. Lunghe rimangono le liste d’attesa ed i cosiddetti viaggi della speranza. Negli ospedali si continua a morire.
Nell’atto deliberativo si legge che è necessario un supporto di qualità in considerazione “della complessità del Piano sanitario regionale e della rilevanza degli obiettivi di riforma, nonché della necessità di coordinare il testo adottato dalla Giunta con le modifiche legislative sopravvenute, e della necessità di essere utilizzato da parte dell’Assessore, in fase di discussione ed approvazione consiliare, oltre che nella realizzazione dei primi adempimenti attuativi”.
Dobbiamo rammentare, il presidente Loiero se lo è dimenticato, che esiste un Assessorato regionale alla salute con tanto di dirigenti. A meno che essi non vengano ritenuti un manipolo di inetti ed incapaci. Se è questo quello che si pensa lo si dica apertamente e si agisca di conseguenza.
La verità è un’altra. Loiero ed il gruppo dirigente attuale del PRC, in particolare la rappresentanza istituzionale alla regione, ritengono che tutte e tutti possiamo essere acquistati nel mercato della politica.
Infatti, uno di questi esperti è il compagno Ciccio Caccavari. Poi vi è il dott. Apicella, buono a redigere piani sanitari sia con il centro destra, che con il centro sinistra (sic!) ed infine il dott. Marco Trivelli della Bocconi di Milano, esperto in contabilità patrimoniale, già consulente presso la Regione Calabria, al cui debito vi rimandiamo.
La stretta connessione tra il dire ed il fare ovvero tra l’etica e la politica in questo caso viene annientata.
Come si fa a sostenere l’impossibilità di rientrare in giunta e poi entrare a far parte di un comitato di esperti che ha solo il compito di “coordinare il testo”?
Si pensa per questa via di modificare il Piano sanitario? Per favore non prendiamoci in giro.
Il tutto ha a che fare con la questione morale che investe drammaticamente il nostro partito alla pari degli altri.
Siamo uguali agli altri, anzi peggio, perché parliamo bene, qualche volta, e razzoliamo male, mentre gli altri parlano male e razzolano allo stesso modo.
La nostra credibilità, molto residua in questa regione, si sta definitivamente consumando.
Noi lavoreremo per impedire che subentri un sentimento di rinuncia a lottare.
In questa terra maledetta dagli uomini, è più difficile che in altri luoghi fare politica, la ‘ndrangheta, la massoneria, la stessa politica corrotta te lo impediscono e quando ci metti la faccia lo fai perché pensi, erroneamente, di poter orgogliosamente rivendicare la tua diversità e la tua alterità. Noi continueremo a mettercela perché siamo convinti che in Calabria un’altra Rifondazione Comunista è possibile e necessaria.