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mercoledì, 30 gennaio 2008

Genova G8: Rinviati a giudizio i funzionari PS Troiani e Gaca

Genova G8: Rinviati a giudizio i funzionari PS Troiani e Gaca

Il Gup Roberto Fucigna ha rinviato a giudizio i funzionari di Polizia Pietro Troiani e Salvatore Gava, accusati di falso nell'ambito della vicenda delle due molotov trovate nel cortile della scuola Diaz durante il G8 di Genova. A chiedere il rinvio a giudizio erano stati i Pm Enrico Zucca e Francesco Albini Cardona mentre la difesa aveva chiesto il proscioglimento per entrambi gli imputati. Il processo è stato fissato per il 7 aprile davanti al giudice monocratico. Secondo l'accusa Troiani avrebbe fornito false notizie sul luogo di rinvenimento delle bottiglie molotov mentre Gava avrebbe attestato falsamente di aver partecipato alla perquisizione della Diaz e al conseguente sequestro. Troiani e Gava, nel processo in corso a Genova per l'irruzione della Polizia nella scuola Diaz in cui sono imputati 29 funzionari e dirigenti di polizia, devono inoltre rispondere rispettivamente di calunnia e perquisizione arbitraria nella scuola Pascoli.




fonte:ANSA

postato da: clandestino30 alle ore 12:19 | link | commenti (1)
categorie: news

Cosenza: Il ministero degli Interni diffida il Cosenza calcio. Lettera aperta dei tifosi.

 

La strategia della Digos cosentina per far fallire il corteo del 2 febbraio è in pieno svolgimento. Stanno cercando di seminare tensione tra i commercianti, i tifosi ed i giornalisti.

Abbiamo appreso che il Ministero dell’Interno ha diffidato la società Cosenza Calcio, perché in curva sarebbero apparsi striscioni dal contenuto “politico”.
Siamo al paradosso di Stato! Da anni in questa città assistiamo ad uno spettacolo indegno: “onorevoli” e rappresentanti delle istituzioni locali usano lo stadio San Vito per le loro vergognose passerelle. Pur di farsi propaganda, non hanno mai smesso di strumentalizzare la storia rossoblu, nemmeno quando ne causarono il fallimento morale ed economico.
“I nostri politici devono scendere in campo a difesa del Cosenza”. Quante volte questa frase è rimbalzata in Tv? Però, nonostante la spudorata invadenza della politica dei partiti nel nostro calcio, nessuno si è mai sognato di diffidare questi personaggi, né l’Osservatorio ha preso provvedimenti intimidatori nei confronti del Cosenza.
Adesso il Viminale lancia una crociata contro “la politica negli stadi” e, tanto per cambiare, sceglie Cosenza come obiettivo dei suoi attacchi. Se fossero coerenti con quanto affermano, dovrebbero cancellare mezzo panorama calcistico nazionale e chiudere altrettanti stadi. Esiste in serie A o B una società estranea alla “politica”?
Il vero problema, dunque, è un altro. Quella che loro chiamano “politica” è in realtà la libertà d’espressione popolare, che vorrebbero eliminare dalle curve. Vogliono riempire le gradinate di Tifosotti, Ringo Boys e ultras di mestiere.
A Cosenza il progetto è ancora più sofisticato. Le forze dell’ordine devono infatti risolvere un grave problema: dall’inizio del campionato la nostra tifoseria non provoca più incidenti, si comporta civilmente in casa e fuori, ha sviluppato meccanismi di autocontrollo. E quando i problemi non esistono, da sempre lo Stato paga uomini esperti per crearli... i problemi!!!
E già, perché quando in una città non accadono più incidenti intorno alle partite di calcio, a che serve tenere in piedi un “Ufficio Stadio” in Questura?
Allora, meglio rispolverare il vecchio ritornello del “pericolo Noglobal tra gli ultrà”.
I “signori” che spediscono dettagliate informative al Viminale, fanno finta di non sapere che la nostra non è una tifoseria “politicizzata”.
Il tifo del Cosenza è antiproibizionista ed è antirazzista. Punto e basta! Qualche anno fa persino la Uefa, in occasione della finale di Champions League a Manchester, ha scelto una foto degli Ultrà Cosenza per diffondere nell’Europa intera un messaggio contro i pregiudizi razziali.
Certo, per la Digos sarebbe tutto più facile, se nello stadio San Vito apparissero le svastiche. Ci sarebbe pure meno lavoro per le strade: ad eliminare i colori e la diversità, penserebbero i neonazisti.
Ma noi non ci caschiamo. Anche di fronte a questa provocazione resisteremo con intelligenza. Per amore del Cosenza, chiederemo a tutti gli ultrà delle due curve di non finire nella trappola, non diffondere per il momento messaggi che potrebbero attirare l’ira del Viminale sui Lupi.
Tuttavia, non è detto che i ragazzi ci ascolteranno. I Cosentini sono sempre stati dotati di autonomia e capacità critica. Non essendo una gregge di pecore, bensì un branco di lupi, non abbiamo un capo-montone nella nostra tifoseria.
Sappiano una cosa, però, gli uomini del Viminale ed i loro locali dipendenti. Possono toglierci la libertà e la salute. Non ci toglieranno mai la dignità e la parola.


primi firmatari:
Sergio Crocco
Claudio Dionesalvi
Dino Grazioso
Luigi Celebre
seguono altre firme

 

postato da: clandestino30 alle ore 12:16 | link | commenti
categorie: news

TUTTI A COSENZA

2 FEBBRAIO COSENZA

LIBERI TUTTI!!

manifesto-cs2feb

postato da: clandestino30 alle ore 12:10 | link | commenti
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lunedì, 28 gennaio 2008

Rifondazione è sull’orlo del precipizio e Giordano propone di fare un passo avanti.

Rifondazione è sull’orlo del precipizio e Giordano propone di fare un passo avanti.

Ieri si è svolta la riunione della direzione di rifondazione (allargata all’esecutivo e ai gruppi parlamentari). Su Liberazione di oggi si possono leggere gli articoli e la relazione di Giordano. www.liberazione.it . All’ordine del giorno la crisi di governo e il mandato per la delegazione che sarà consultata lunedì dal Presidente della Repubblica.

Di questa riunione do un bilancio negativo.

Per i seguenti motivi:

1) nella relazione di Giordano, a parte le scontate e già conosciute posizioni contro Mastella, centristi vari e poteri forti, non c’è stata una seria disanima degli errori che abbiamo fatto noi e che ha fatto il resto della sinistra, sindacato compreso. Continuo a pensare, e continuo a non avere risposte serie su questo punto, che una volta bevuta la finanziaria del 2006, che riproponeva nei fatti la politica dei due tempi (contraddicendo esplicitamente il programma di governo che lo escludeva categoricamente), non si doveva accettare la logica della “riduzione del danno”. Si doveva, e si sarebbe potuto, aprire una grande discussione nel paese scegliendo esplicitamente il terreno delle pensioni e della precarietà come la questione principale, anche se non esclusiva, per decidere se rimanere o no al governo. Non limitandosi a chiamare in piazza il 20 ottobre centinaia di migliaia di compagne e compagni ma coinvolgendoli realmente anche sulla decisione da prendere alla fine del percorso. Così, infatti, avevamo deciso di fare votando un ordine del giorno nel Comitato Politico Nazionale di luglio. Se avessimo fatto in questo modo avremmo discusso nel paese, con i lavoratori, nei movimenti ed anche con quel non meglio definito popolo della sinistra, di problemi reali e avremmo prodotto una reale partecipazione, suggellata da un referendum vincolante. Credo che così Prodi, ma non ne possiamo avere la controprova, avrebbe dovuto confrontarsi, invece che eluderla, con la banale richiesta di applicare il suo programma. Non è detto, cioè, che il governo sarebbe stato automaticamente messo in crisi. E nel caso fosse caduto ognuno avrebbe potuto capire il vero perchè. Invece di fare tutto questo, e lo posso dire a voce alta perchè l’ho proposto per tempo, si è cominciato a parlare di crisi irreversibile della sinistra, di un’unità senza basi che non fossero suggestioni e si è, nei fatti, subordinato il rapporto con il governo rispetto al rapporto unitario con altri tre partiti che hanno il governismo iscritto nel dna. In questo modo non si poteva che arrivare all’appuntamento del protocollo sul welfare deludendo tutti, a cominciare dai manifestanti del 20 ottobre, ricattati da un’eventuale caduta improvvisa del governo e così via. foto1sfondo

2) Non condivido la proposta di dar vita ad un governo istituzionale. La considero negativa perchè se è vero che la politica è sempre più separata dalla società, la crisi provocata da Mastella e da Dini e soci è l’apoteosi di questa separatezza. E noi dovremmo far di tutto per non apparire, anzi per non essere interni a giochi e manovre di palazzo totalmente slegati dalla realtà sociale del paese. Intendiamoci, se ci fosse la garanzia di una nuova legge elettorale proporzionale e non maggioritaria e se non montasse la voglia, per altro ben espressa da Montezemolo, di gestire la politica economica con un governo tecnico, se ne potrebbe, per me, anche parlare. Ma le cose non stanno così. Mi si scuserà la pedanteria, ma una discussione di tale importanza non si può fare in modo superficiale. Per esempio, dire che rifondazione mette condizioni sul tipo di legge elettorale da farsi con il governo “di scopo”, è totalmente infondato. Rifondazione può, anche perchè determinante, ottenere che si formi un governo a scadenza, e può ottenere dagli altri partiti che sostengono tale governo un impegno sul modello tedesco. Ma, una volta formato il governo non c’è alcuna garanzia che poi lo stesso, per una contingenza economica o internazionale (crisi finanziarie o Kosovo per esempio) non si doti di un’altra missione anche, magari, con una maggioranza più larga e senza di noi. Sulla legge elettorale, poi, è il parlamento ad avere l’ultima parola e, a governo insediato, nessuno potrebbe impedire che Forza Italia giochi la sua partita, magari riprendendo l’accordo con Veltroni. Potremmo, cioè, essere usati e gettati, ritrovandoci con una legge ben peggiore di quella vigente, che comunque permette la nostra sopravvivenza nelle istituzioni. Insomma, penso che dopo una simile crisi devastante sarebbe stato meglio dire subito e chiaro che avremmo proposto a tutte le altre forze di sinistra di presentarci autonomamente dal PD con una nostra coalizione e con un programma marcatamente di sinistra. Non mi nascondo la difficoltà di una simile scelta, ma non so in quale altro modo si possa sperare di essere “perdonati” per la nostra evidente inutilità al governo e tentare di ricominciare il cammino di costruzione della sinistra alternativa.

3) Non sono d’accordo sulla ennesima accelerazione dell’unità a sinistra, tanto meno senza avere sciolto il tema del rapporto con il centrosinistra. A dimostrare l’inconsistenza della proposta, che non può più nemmeno essere coperta dalla retorica dell’unità fine a se stessa, negli ultimi giorni ci sono state almeno due novità. Il PdCI cerca di lucrare per la propria bottega unendo la difesa dell’identità comunista alla riproposizione del centrosinistra come orizzonte strategico. Mussi, mentre Giordano parlava alla direzione, ha detto chiaro e tondo su un’agenzia stampa che “quando si arriverà al voto bisogna presentarsi con una lista unitaria. Compito di questa formazione è di dire al Partito Democratico che si deve lavorare per un nuovo centrosinistra che governi l’Italia”. Come si possa imperterriti proporre un’accelerazione del processo unitario, la presentazione di una lista unica (anche senza il PdCI, con quali effetti elettorali non è difficile immaginarlo, e probabilmente senza i Verdi) che avrebbe autonomia solo per scelta dal PD e non per vocazione, io non lo so proprio!

In ogni caso questa è la discussione.

Sul modo di condurla, però, vorrei dire alcune cose, spero chiare.

Non si può prendere una simile decisione senza che le iscritte e gli iscritti al PRC, senza che le associazioni e le persone della Sinistra Europea, siano coinvolti in modo partecipato. Non è accettabile che un gruppo dirigente per giunta diviso in correnti (e parlo della maggioranza che governa il partito), possa decidere in modo oligarchico qualcosa che, oltre a cambiare le linee di fondo della stessa identità politica del partito (e non parlo della falce e martello o della fissa identità ideologica), potrebbe mettere in discussione la stessa esistenza di rifondazione comunista e più in generale di una sinistra non subalterna al Partito Democratico

postato da: clandestino30 alle ore 14:55 | link | commenti
categorie: news
sabato, 26 gennaio 2008

Gioia Tauro, sciopero portuali: +70 % di adesione

Gioia Tauro, sciopero portuali: +70 % di adesione

Ha superato il 70% l'adesione dei portuali di Gioia Tauro allo sciopero indetto dal Coordinamento portuali. A riferirlo e' un comunicato del coordinamento.

porto gioia tauro ''L'assemblea dei lavoratori in sciopero, riunitasi nel piazzale antistante l'entrata del porto - e' scritto nella nota - ha salutato con un grande applauso i dati di adesione allo sciopero. Su circa 270 lavoratori operativi previsti nei turni primo e secondo, infatti, solo circa 70 si sono presentati in servizio (con inizio alle 01,00 e 13,00), attestando l'adesione dello sciopero ad oltre il 70%. Forte di questo importante risultato l'assemblea, stigmatizzando quanto scritto dai sindacati confederali piu' l'Ugl in un loro comunicato pieno di volute e tendenziose falsita', dopo un acceso dibattito, ha deciso di riprendere regolarmente il lavoro al termine dello sciopero; ribadire la richiesta dell'apertura immediata di un tavolo negoziale per discutere le richieste avanzate e attuare le restanti 72 ore di astensione gia' proclamate a partire dalle 7 del 31 gennaio alle 7 del 3 febbraio 2008''.(ANSA).

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categorie: news
venerdì, 25 gennaio 2008

CACCIARE L'UDEUR DA TUTTE LE GIUNTE

FUORI L'UDEUR DALLA GIUNTA REGIONALE E PROVINCIALE!!

L’Udeur è incompatibile con l’Unione. In questi 19 mesi di vita del Governo Prodi, il partito di Mastella è stato uno dei principali elementi di destabilizzazione, una zavorra che ha impedito alle riforme progressiste contenute nel programma elettorale di spiccare il volo. E’ anche colpa dell’Udeur se non è stato possibile varare quegli impegni presi coi cittadini, che tante speranze ed entusiasmo avevano generato nel popolo del centro-sinistra. Si deve anche e soprattutto a loro l’affossamento dei Dico, la mancata cancellazione delle “leggi vergogna” varate da Berlusconi. palazo s. giorgio - rc

Adesso, sopratutto in Calabria, bisogna riaprire la questione morale. Diversi esponenti dell'Udeur, che siedono in consiglio Regionale, sono stati "avvisati" per associazione mafiosa.

Questo è il moento di mettere in un angolo quei soggetti e qui partiti che come unico scopo hanno l'occupazione di tutte le cariche pubbliche ad ogni livello.

Basta con le ambiguità: non si può stare all'opposizione in parlamento e nelle giunte locali in maggioranza.

SUBITO FUORI L'UDEUR DA TUTTE LE GIUNTE LOCALI AD OGNI LIVELLO!!

postato da: clandestino30 alle ore 11:58 | link | commenti
categorie: news
giovedì, 24 gennaio 2008

Arrestato Besson: Sorical nella bufera

ECCO CHI CI GOVERNA

MA CHI L'AVEVA NOMINATO?

Sorical nella bufera. Il padrone dell’acqua calabrese, controllato per oltre il 40% delle quote dalla multinazionale Veolia, ha visto decapitato il proprio vertice. Per vicende inerenti la gestione di “Acqualatina” il Gip di Latina ha arrestato l’ex vicepresidente della società nonché attuale amministratore delegato di Sorical, Raimondo Besson.
Il caso Sorical, già abbondantemente complicato da gestire, diventa ora una una vera propria mina da dissinescare. 

postato da: clandestino30 alle ore 11:23 | link | commenti
categorie: news
martedì, 22 gennaio 2008

RIFIUTI TOSSICI IN ARRIVO A GIOIA TAURO?

 

Presidio Permanente davanti l'inceneritore

presidio 

Si è iniziato un presidio permanente per monitorare l'attività dell'inceneritore di Gioia Tauro, dopo le segnalazioni dei cittadini del "Bosco/Sovereto" dell'arrivo di numerosi camion scortati dalla polizia. Il presidio, promosso da MDT insieme agli stessi cittadini, vuole essere anche punto informativo contro l'incenerimento dei rifiuti.

Gli ultimi avvenimenti di Napoli e la disponibilità dichiarata dal governatore calabrese Loiero ad accogliere rifiuti provenienti dalla Campania, non sono altro che il tentativo di far credere ai cittadini che il problema dei rifiuti si risolva con gli inceneritori. Ciò è spudoratamente falso!

Riteniamo che l'emergenza rifiuti a Napoli non si risolva mandando in giro per l'Italia l'immondizia, soprattutto in una regione come la Calabria che è appena uscita (si spera...) da una gestione commissariale durata 10 anni.

Il presidio è davanti all'inceneritore di Gioia Tauro, gestito dalla Veolia: chi volesse partecipare, darci un aiuto o anche passare per un saluto o un gesto di vicinanza, sarà il benvenuto.

Questo presidio ha bisogno della partecipazione e del sostegno di tutte e tutti!

APPUNTAMENTO DOMANI 23 GENNAIO ORE 15 PRESSO L'INCENERITORE DI GIOIA TAURO

postato da: clandestino30 alle ore 17:54 | link | commenti
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lunedì, 21 gennaio 2008

NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI

MOVIMENTI, LOTTE SOCIALI, REPRESSIONE, DA GENOVA A COSENZA

DOMENICA 27 GENNAIO ORE 18

MUSEO DELLO STRUMENTO MUSICALE

PINETA ZERBI - LUNGOMARE RC

ASSEMBLEA PUBBLICA E DIBATTITO

Intervengono:

NUNZIO D'ERME

FRANCESCO CARUSO

ITALO DI SABATO

VINCENZO MILIUCCI

FRANCO PIPERNO

RAMON MANTOVANI

clicca sul volantino per scaricare la locandina dell'iniziativaNON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI

postato da: clandestino30 alle ore 15:06 | link | commenti
categorie: iniziative
domenica, 20 gennaio 2008

LA 'NDRANGHETA DOMINA LA CITTA', INTANTO....

Reggio, Giunta comunale stanzia 500.000 euro per videosorveglianza scuole

Alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno registrato il coinvolgimento di alcuni studenti reggini in episodi legati allo spaccio ed al consumo di stupefacenti, la giunta comunale, sempre sensibile al problema della sicurezza dei cittadini, in particolare dei giovani, ha approvato una delibera che prevede lo stanziamento di 500.000 euro per la video sorveglianza nelle scuole che si aggiungono alle risorse del piano finanziato con il Pon Sicurezza del Ministero dell’Interno, circa 2.700.000 euro, per la video sorveglianza al centro della città e nei quartieri Sbarre e viale Calabria. reggio cal vista dall

 L’amministrazione comunale ha assunto l’impegno di integrare il sistema proposto dal ministero anche alle scuole di competenza della provincia che rientrano nel tracciato delle fibra. Il dirigente del settore Marcello Cammera ha ultimato un progetto che prevede la videosorveglianza in 15 scuole cittadine. L’elaborato, giunto adesso alla fase definitiva, consentirà di integrare il sistema dell’amministrazione comunale a quello delle pertinenze esterne degli istituti scolastici. Il sistema sarà gestito dalle forze dell’ordine. Saranno perciò monitorati e tenuti sotto osservazione le scuole al fine di prevenire le attività illecite. Un sistema moderno poiché la nostra città, coma ha precisato il dirigente Cammera, è tra le poche ad essere proprietaria della fibra ottica.
“Ci siamo attivati affrontando in modo deciso questo tipo di problematiche – ha tenuto a precisare l’assessore comunale alla pubblica istruzione Sebastiano Vecchio. L’amministrazione comunale, soprattutto in questo ultimo periodo ha voluto lanciare un segnale forte di vicinanza al mondo della scuola ed ai genitori degli studenti. Agli stessi – ha aggiunto Vecchio – bisogna dare serenità ed il sistema di videosorveglianza limiterà le attività illecite. Anche in questo caso stiamo lavorato in sinergia con le forze dell’ordine ed a loro daremo, come sempre, la nostra grande disponibilità che nasce da estrema attenzione e sensibilità alle esigenze dei cittadini.

postato da: clandestino30 alle ore 12:54 | link | commenti (1)
categorie: news