Siamo in uno stato di polizia o di diritto?
di Martina Chessari
Si è tenuto ieri, presso il circolo culturale “Per Bacco” (via del Torrione 63),
un dibattito culturale definito da tutti i membri presenti come «un appello spontaneo contro lo stato di precarietà che sta vivendo il nostro paese negli ultimi tempi».
Lo spunto per la conferenza è nato dall’uccisione, dell’ormai noto tifoso laziale Gabriele Sandri, da parte di un agente di polizia, il cui intervento continua a far discutere e soprattutto a far riflettere su quale sia la causa profonda di questi episodi. Durante la conferenza si è parlato di una democrazia decadente, di cattiva informazione, di mostruosità giuridiche che stravolgono le versioni ufficiali a favore dell’immunità dello stato e della polizia, mettendo a serio rischio lo stato di diritto in Italia.
Ci si chiede come la questura di Arezzo, senza nessun accertamento di tipo balistico, possa affermare che il poliziotto artefice della morte di Gabriele Sandri, abbia sparato in alto e non alla persona, quando in realtà l’esecuzione è avvenuta a una distanza di circa settanta metri e fa supporre l’uso calcolato di una specifica tecnica da tiratore.
Qualora l’analisi che un membro delle forze dell’Ordine abbia colpito intenzionalmente un civile fosse vera, dovremmo incominciare a riflettere sui reali rischi che sta correndo la democrazia in Italia. Un agente di polizia che spara direttamente alla persona invece di ricorrere a strumenti alternativi (lacrimogeni, bastoni elettrici) che non mettono a rischio la vita del singolo individuo, ci induce a supporre un’attitudine di tipo reazionario dello Stato.
Stiamo assistendo all’estendersi di leggi antidemocratiche che con l’alibi della “sicurezza del cittadino” turbano l’ordine pubblico e alimentano i fenomeni di violenza quotidiana che continuano a verificarsi.
La gente vive in una condizione di insicurezza e di precarietà “esistenziale” che li priva di punti di riferimento, di certezze e di stabilità, sia materiali che emotive.
Si è venuta a creare un’intera fascia sociale “debole” frutto di una strategia di tensione controllata dallo Stato nonché aggravata da una cattiva informazione e da un incessante bombardamento televisivo. Viviamo in un sistema che produce una libertà vigilata e che tende all’indebolimento del singolo e della sua capacità di pensiero.
In più siamo di fronte ad una classe dirigente che vive solo dei propri interessi e ad un sistema economico che si è rivelato chiaramente fallimentare.
Le soluzioni proposte alla fine di questo intenso dibattito convergono tutte sulla necessità di uno “stravolgimento” del sistema economico e di una migliore distribuzione delle risorse, consapevoli del fatto che la tensione sociale che stiamo vivendo sia frutto di una crisi profonda del paese e non solo dei singoli episodi.
Come finale simbolico dell’assemblea, tutti i partecipanti hanno fatto un appello sentito affinché sabato la nazionale di calcio italiana non scenda in campo, in segno di lutto per la morte di Gabriele Sandri e in nome di un rispetto alla vita che sembra essersi perso.
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Salvate il murales di Gioiosa! |
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Arrivarono da Milano nell’estate del ’78, ospiti del Pci di Gioiosa Ionica. Creativi-militanti della Cgil meneghina e artisti locali gemellati nel nome di Rocco Gatto. Nacque così il murales di piazza Vittorio Veneto. È il Quarto Stato dell’anti-’ndrangheta, ricorda le vittime delle cosche e gli onesti che si sono opposti e ancora si oppongono alla mafia. È il simbolo dell’altra Calabria. Ma ora il murales rischia di scomparire, insieme alla memoria delle tante storie di resistenza che rappresenta.
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G8: IN PIAZZA SABATO A GENOVA PER GIULIANI E LA VERITA'
"Tornare a Genova si rende necessario. Per Carlo, per noi, per il nostro futuro". Lo affermano gli organizzatori della manifestazione di sabato nel capoluogo ligure per ricordare le tragiche giornate del G8 2001 e rilanciare la difesa dei manifestanti oggi sotto processo, dopo quella che anche un funzionario di polizia in tribunale ha definito la "macelleria messicana". La manifestazione partira' alle ore 14,30 dalla Comunita' di San Benedetto al porto e si concludera' con un happening musicale in piazza De Ferrari. "Se il processo per l'omicidio di Carlo Giuliani - dicono i promotori dell'appuntamento, che vedra' in piazza anche i partiti della 'Cosa rossa' - si e' concluso con un'archiviazione e se i vari procedimenti relativi alle violenze poliziesche marciano serenamente verso la prescrizione, le richieste di condanna per i manifestanti sono andate oltre ogni piu' nefasta previsione: un cumulo di 225 anni di reclusione, da un minimo di 6 a un massimo di 16". E ancora: "L'incredibile pretesa di piu' di due secoli di carcerazione poggia su reati che, dopo Genova, sono stati sistematicamente contestati in numerosissime occasioni di conflitto, con particolare riferimento alle azioni contro i Cpt. E' un messaggio lanciato a tutte le aggregazioni in lotta, da chi ferma treni in Val di Susa a chi blocca discariche in Campania, passando per aeroporti di guerra in Veneto e lager per migranti da Gradisca a Lampedusa". Tra le richieste che vengono da Rifondazione comunista, Verdi, Pdci e Sd c'e' innanzittutto quella per il rispetto del programma dell'Unione, che prevede l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta per indagare le responsabilita' politico-istituzionali nei fatti del G8 e nella repressione delle manifestazioni no global.
IN PARTENZA ANCHE DA REGGIO CALABRIA E VILLA SAN GIOVANNI TRENI SPECIALI PER LA MANIFESTAZIONE DI GENOVA
NO ALLO STATO DI POLIZIA
NO ALLE LEGGI SPECIALI
VERITA E GIUSTIZIA SUI FATTI DEL G8 SULLA DIAZ SULL'OMICIDIO DI CARLO
INCONTRO DIBATTITO MERCOLEDI 14 NOVEMBRE PRESSO IL BASSOTTO (PIAZZA DEL POPOLO)
ORE 17,30

*INVITO ALLA MOBILITAZIONE PER IL 17 NOVEMBRE 2007*
*LA STORIA SIAMO NOI*
Perché un evento storico come la mobilitazione contro il G8 del 2001,
di straordinaria potenza e di innovazione delle forme di partecipazione
politica, non venga riscritto nelle aule di tribunale.
Per impedire che 25 persone a Genova e 13 a Cosenza paghino, con secoli
di carcere e milioni di euro, la volontà di rivalsa sul fatto che
300.000 persone scesero in piazza nel 2001 contro i padroni del mondo. 
Perché questi processi con imputazioni assurde e anacronistiche come
il reato di "devastazione e saccheggio" e con le loro prossime sentenze,
non diventino un'ipoteca sulla libertà di manifestare di tutti i
movimenti.
Perché Genova, come nel 2001, si faccia portatrice di un mondo senza
frontiere, contro ogni forma di razzismo, contro politiche securitarie
ed espulsioni di massa che mettono a rischio le libertà di tutti.
Le promozioni di De Gennaro e di molti altri dirigenti delle
forze dell'ordine coinvolti nei fatti di Genova, la sicura prescrizione
dei processi contro i poliziotti imputati per il massacro della scuola
Diaz e le torture della caserma di Bolzaneto, l'archiviazione del
processo per l'omicidio di Carlo Giuliani, così come la bocciatura
della commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'ordine
pubblico in quelle giornate, rappresentano un'ulteriore offesa ai
movimenti e uno schiaffo alla città di Genova.
*Invitiamo a ripartire da Genova per mobilitarci contro chi devasta la
nostra storia e saccheggia le nostre vite*.
Chiediamo a chi di competenza che siano rimossi tutti gli
ostacoli per un accesso a tariffa sociale dei servizi delle F.S. come
sempre stato per simili occasioni fino al 2006.
PER ADERIRE:
lastoriasiamonoi@
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Nuovi vigili: quattro avvisi dalla Procura |
venerdì 09 novembre 2007 ![]() |
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| Il sostituto procuratore Francesco Tripodi, titolare dell’inchiesta sull’assunzione a tempo indeterminato di 110 vigili urbani (affidata a due agenzie interinali), ha notificato quattro avvisi di garanzia, rispettivamente: al Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, all’assessore Pasquale Zito, al dirigente risorse umane Umberto Nucara e alla dott.sa Agresta dell’Ati. Il magistrato sta indagando su una ipotesi di abuso per aver utilizzato uno strumento come la somministrazione di lavoro che, secondo l’accusa, non poteva essere utilizzata dal Comune, per aumentare l’organico carente del corpo dei vigili urbani reggino. L’inchiesta, ricordiamo, era stata avviata nel mese di luglio scorso in seguito a numerosi esposti nei quali si sosteneva l’irregolarità nelle procedure relative al contratto tra l’Amministrazione comunale e le due agenzie interinali. Palazzo San Giorgio da parte sua, ha sempre sostenuto che la finalità perseguita era stata solo quella di risolvere il problema delle annose carenze nell’organico della polizia municipale, nel rispetto delle leggi vigenti. |
PROSSIMAMENTE
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GROSSE NOVITA SU QUESTO BLOG
SPERANDO CHE NON SIA CENSURATO PRIMA..........