RESES: ENNESIMO BUCO NERO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Il caso Reges, che in questi ultimi giorni è stato al centro dell’attenzione mediatica merita sicuramente qualche approfondimento.
Innanzi tutto credo che si doveroso chiedere scusa a tutti i nostri concittadini che nelle ultime settimane hanno ricevuto le tanto famigerate cartelle pazze.
È opportuno inoltre chiarire fin da subito che non basta bacchettare i vertici della Reges, oppure annunciare che sarà dimezzato il pagamento di quanto dovuto.
A questo punto credo che sia indispensabile un chiarimento pubblico tra l’Amministrazione comunale e la Reges.
Quello che è accaduto ha dell’incredibile e non è un fatto casuale. Adesso è importante fare seguire i fatti alle parola. 
Ci vuole più trasparenza su tutti gli atti amministrativi a cominciare proprio dalla Reges, ma ancheda tutte le società miste che si sono create in questi anni e che sono state volute in modo particolare dal Sindaco Scopelliti.
Che ruolo ha avuto l’Amministrazione comunale nell’organizzazione della riscossione dei canoni dell’acqua per gli anni 2002, 2003, 2004? Si tratta di un semplice equivoco provocato da qualche dirigente della Reges oppure c’è dietro una strategia per fare cassa?
È opportuno pubblicamente fare sapere ai reggini, anche per prevenire in futuro situazioni di questo tipo, come è stato gestito tutto l’iter burocratico che ha portato all’invio delle cartelle pazze, ed inoltre già che ci siamo vorremmo sapere con quali criteri è stato assunto il personale che lavora presso gli uffici della Reges, se gli stessi impiegati dalla Reges non svolgano contemporaneamente altra attività lavorativa.
L’Amministrazione comunale è chiamata a questo punto a dare risposte precise, se così non sarà, a breve presenteremo un interrogazione parlamentare per chiarire nel più breve tempo possibile l’ennesimo buco nero che attraversa l’attività di questa Amministrazione comunale.
Di lotta e di governo proprio perché lo chiede la nostra base.
Chi aveva dubbi o era perplesso sulla necessità di manifestare il 20 ottobre ha avuto una risposta netta ed inequivocabile. La sinistra sociale che sabato ha sfilato sabato a Roma non farà nessun passo indietro.
La politica in questi ultimi anni si è trasformata, questo ha portato anche ad una modifica delle relazione tra le forze politiche, quindi si può essere tranquillamente “di lotta e di governo” per costruire conflitto sociale.
Questo è il risultato che emerge dal corteo di sabato, è evidente che un milione di persone non vanno in piazza se il governo opera bene, ma è altrettanto evidente che chi ha manifestato lo ha fatto per chiedere l’attuazione del programma.
Tra i manifestanti c’era una netta critica alla precarietà e una forte delusione verso chi, invece di attuare il programma dell’Unione, pensa a fare le scalate bancarie o tenta di insabbiare le inchieste di De Magistris.
È evidente che applicando la cultura maggioritaria il governo non andrà da nessuna parte, infatti chi nella maggioranza sostiene che la legge 30 va bene e servono solo alcune modifiche è in perfetta sintonia con Forza Italia, questa è una posizione moderata e neocentrista che mette a rischio seriamente il governo.
Cambiare il protocollo sul welfare, netta inversione sui temi della precarietà a partire dalla legge 30, reddito di cittadina e tassazione delle rendite, questi sono stati i punti centrali della manifestazione, su questi temi hanno sfilato compatti migliaia di cittadini e cittadine provenienti da tutta Italia.
Una vittoria dunque di chi a voluto questo corteo, ma anche una grossa responsabilità per la sinistra sociale presente in piazza che da qui in avanti dovrà avere la capacità di raccogliere la domanda di unità e di cambiamento che è stata espressa da chi ha manifestato per le vie di Roma.
Piazza San Giovanni gremita di bandiere rosse è la conferma che la linea è quella giusta, a tutti noi adesso il compito di declinare anche sui nostri territori una nuova idea di politica che passa attraverso la costruzione di una nuova sinistra: sociale, inclusiva, ribelle e disubbidiente per costruire quel mondo nuovo che a me piace ancora chiamare comunismo.
ESTATE REGGINA E LEONIA MA QUANTO CI COSTI?
pubblichiamo alcune delibere della giunta comunale che riguardano i costi dell'estate reggina e della Leonia s.p.a.
ma quanto è costata ai reggini la notte bianca?
come mai i servizi della Leonia hanno un aumento generalizzato del 53%?




prossimamente altre notizie..........
LE RAGIONI DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Pubblichiamo l'intervento di Michele De Palma - segreteria nazionale del Prc- durante l'incontro che il Prc ha avuto con Loiero in merito alla verifica regionale.
Per una svolta in Calabria.
La crisi del rapporto tra cittadini e politica in Calabria pone a tutta l’Unione e a noi stessi un problema di fondo: la fiducia. Fiducia è parola importante in una terra permeata dalla criminalità organizzata in cui cittadini,sindacalisti, amministratori sono minacciati ogni giorno. A tutti noi spetta il compito di solidarizzare con loro e di far conseguire atti che incoraggino la rottura del sistema. Il Prc con tutta la sinistra calabrese ha responsabilità enormi, anche per il ruolo di governo che ricopre a più livelli. C’è bisogno di ripartire dalla coerenza tra programma e azione di governo, tra parole e fatti. Gli antidoti alla corruzione e alla permeabilità di ampi settori della politica e dell’economia alle culture mafiose risiede nella lotta per la riaffermazione dei diritti contro i favori, della dignità contro la prevaricazione, insomma dobbiamo dare seguito alle richieste avanzate in due distinte manifestazioni: quella di Polistena e di Catanzaro, organizzate rispettivamente da Libera e dalle confederazioni sindacali.
È nostra responsabilità metterci al servizio della società meridionale e della società civile calabrese: ascoltare e organizzare la domanda di diritti, legalità e disobbedienza alle leggi consuetudinarie della ‘ndrangheta e di tutti i poteri che espropriano i cittadini della democrazia.
Il miglioramento delle condizioni di vita dei calabresi dipende da molti fattori, primo fra tutti il lavoro. Lavoro deve essere senza successive qualificazioni (nero, determinato, ecc) che squalifica la politica e il sistema delle imprese. Lavoro materiale e immateriale utile a mettere a valore natura e paesaggio. Lavoro che investe braccia e testa del popolo calabrese alla ricerca di una dignità negata dalle classi dirigenti. Energia pulita, riassetto del territorio e del patrimonio idrico, distruzione degli ecomostri sono solo alcuni interventi di un piano straordinario utile a occupare giovani in partenza verso le regioni del nord. Far tornare i giovani specializzati altrove è utile a riqualificare la vita pubblica, far crescere la ricerca delle università, riqualificare l’amministrazione dello stato, far crescere le imprese che rispettano il lavoro e l’ambiente.
L’irresponsabilità della politica sempre più autocentrata e incapace di governare deve scegliere atti di discontinuità rispetto al passato. L’Unione deve ritornare ad avere una credibilità che oggi sembra persa. C’è bisogno di cominciare dalla rappresentanza, senza alimentare populismo utile alle destre, bisogna puntare a un cambiamento delle classi dirigenti attraverso atti concreti. Un programma di riforma della politica che affronti la “questione morale”. Il Prc insieme a tutti i partiti, le associazioni, i sindacati, la società civile, si fa promotore dell’elaborazione di un “codice etico” per gli eletti e i nominati nella pubblica amministrazione a tutti i livelli (dai consigli di circoscrizione alla giunta regionale), che impone a tutti gli eletti che dovessero essere rinviati a giudizio per reati di mafia, di voto di scambio, contro la pubblica amministrazione, corruzione e concussione, le immediate dimissioni dall’incarico e l’incandidabilità.
Quello che chiediamo è una scelta d’autoregolamentazione, una scelta etica che ponga le premesse per un rilancio della dignità pubblica della politica come possibilità di cambiare le condizioni di vita delle cittadine e dei cittadini.
Proponiamo un secondo atto di svolta: rilanciamo la proposta di una commissione etica e di trasparenza sui fondi strutturali europei. I dati che ci sono offerti dalle inchieste di questi anni da magistratura e forze dell’ordine ci consegnano un quadro drammatico di sperpero delle risorse. Clientele, lavori incompiuti, sfruttamento dei lavoratori, devastazione del territorio, sono solo alcuni dei risultati raggiunti dalla pioggia di denaro europeo e statale giunti in Calabria.
Il rapporto Svimez ci offre dati freddi che inchiodano i governi regionali a responsabilità gravi, incapacità di programmazione, controllo e sviluppo degli obiettivi. Dal ’07 al ’13 saranno investiti in Calabria 9 miliardi di euro che devono inderogabilmente servire a far crescere il lavoro a tempo indeterminato. E’ per questo motivo che riteniamo utile una “commissione etica regionale” con pieni poteri di controllo e indirizzo da affiancare alle autorità di gestione e controllo già previste dalla legge. Una commissione di donne e uomini di “buona volontà” (a prestazione gratuita) con una disponibilità di mezzi e risorse per compiere il loro lavoro. Le persone facenti parte della commissione devono rispondere a caratteristiche precise. Magistrati, sindacalisti, docenti universitari, donne e uomini delle forze dell’ordine e delle associazioni di volontariato, che ristabiliscano fiducia, partecipazione e coerenza tra la politica e i cittadini.
Codice e commissione etica sono la premessa alla svolta di cui c’è bisogno in Calabria per noi e per tutta l’unione, se fossi indagato io per reati di quel tipo mi dimetterei. Oggi dobbiamo avviare una rivoluzione morale. La politica deve ritornare ad essere dei cittadini. Codice e commissione devono essere la premessa ad essere parte del governo del territorio che ridoni alle persone la possibilità di poter decidere della propria terra e vita.
A chi ci chiede come possiamo essere al governo e lottare contemporaneamente rispondiamo con le parole di Pio
RIFONDAZIONE DEVE LASCIARE LA GIUNTA LOIERO SI O NO, IN QUESTO BLOG POTETE DIRE LA VOSTRA LIBERAMENTE!
A REGGIO CALABRIA I PRECARI BOCCIANO L'ACCORDO
L’associazione “Ottominuti” rende noto i risultati della consultazione precaria che si è svolta in questi giorni a Reggio Calabria presso la facoltà di architettura, presso il liceo classico, presso la stazione centrale di Reggio Calabria e presso il centro per l’impiego.
La consultazione precaria ci ha dato la possibilità di intercettare le moltitudine di invisibili: precari, disoccupati, lavoratori in nero che vivono con estremo disagio la realtà di un meridione ormai fuori dall’agenda politica del governo Prodi.
Disoccupati, precari, lavoratori in nero hanno bocciato nettamente il protocollo sul welfare, infatti hanno votato 109 persone, i no sono stati 93, 10 si, 3 schede bianche e 3 schede nulle.
Gli “invisibili”che hanno partecipato alla consultazione affermano che bisogna portare avanti soprattutto in un territorio come quello calabrese soffocato dalla ‘ndrangheta, non misure emergenziali, ma atti concreti come il salario sociale che può rappresentate il primo passo per liberare i giovani calabresi dalle logiche clientelari e dalla subalternità verso il padrone di turno che spesso è il rappresentante legale delle organizzazioni criminali che opprimono la Calabria.
Interpellanza urgente al Ministro della Giustizia
Per sapere- premesso che:
In un momento così delicato come quello che il nostro Paese sta attraversando deve essere fatto ogni sforzo da parte del Governo per evitare che prenda corpo il sospetto che la richiesta di trasferimento del Sostituto procuratore Luigi De Magistris sia dettata dalla volontà di togliere dalle mani di un magistrato scomodo inchieste che coinvolgono politici, uomini di governo, industriali , magistrati e burocrati;
contro ogni sospetto l’unico antidoto è la massima trasparenza di tutti gli atti compiuti dal Ministro per arrivare alla richiesta di trasferimento;
Se non ritenga opportuno:
Rendere pubblica la relazione degli ispettori ministeriali;
Chiarire il senso della richiesta di trasferimento del Dott. Mariano Lombardi visto che tra tre mesi sarà collocato in pensione;
chiarire i motivi che hanno spinto il Ministro ad accogliere solo in parte le richieste di trasferimento degli ispettori
Quali sono i motivi di urgenza che hanno spinto il Ministro ad avanzare la proposta di un trasferimento cautelare
On.Antonello Falomi
On.Gennaro Migliore

ECCO LE PRIME DATE DELLA CONSULTAZIONE PRECARIA A REGGIO CALABRIA
VENERDI 5 OTTOBRE ORE 11 - FACOLTA' ARCHITETTURA
SABATO 6 OTTOBRE ORE 17 - CORSO GARIBALDI PIAZZA CAMAGNA
DOMENICA 7 OTTOBRE ORE 11 - CORSO GARIBALDI PIAZZA CAMAGNA
CLICCA PER VISUALIZZARE IL VOLANTINO DELL'INIZIATIVA
Consultazione Precaria - appello per la consultazione precaria
Quest'estate il governo Prodi ed i sindacati (Cgil, Cisl e
Uil) hanno sottoscritto un accordo su pensioni e mercato del
lavoro che sottoporranno ai lavoratori, che lo dovranno
approvare in una consultazione nei posti di lavoro l'8-9-10
ottobre. L'accordo viene presentato da tutti, governo,
sindacati ed anche da Confindustria, come il migliore
possibile per garantire un futuro ai pensionati e soprattutto
ai giovani.
Tutto sembra procedere per il meglio, ma da subito emergono
non solo le perplessità di circostanza ma tutte le gravi
insufficienze dell'accordo: non cancella ma diluisce soltanto
lo «scalone» di Maroni, conferma sostanzialmente la Legge 30 e
quindi il futuro di precarietà per milioni di giovani (e meno
giovani). Non solo: penalizza le lavoratrici ed i lavoratori,
facendoli lavorare più a lungo, rende una beffa il miglior
trattamento per i lavori usuranti limitandolo a 5000
lavoratori l'anno, introduce una sorta di scala mobile al
contrario tagliando i coefficienti, riduce i contributi per
gli straordinari, permette che i contratti a termine durino
oltre i 36 mesi, rendendo il destino precario per milioni di
giovani per i quali, inoltre, il limite del 60% delle pensioni
più basse è solo un'ipotesi allo studio. Ma che bel futuro che
ci hanno disegnato!
Per questi motivi questo accordo è stato immediatamente
condannato da tutto il sindacalismo di base, dai centri
sociali e da tutti coloro che da anni si battono contro la
precarietà. Anche la discussione nella Cgil porta la Fiom ad
annunciare la propria contrarietà. Un no secco, che potrà
avere anche conseguenze sulla consultazione.
Da Montezemolo agli esponenti del partito democratico,
passando per i sindacati, un fiume di insulti e di accuse di
irresponsabilità per una componente sindacale, la Fiom
appunto, che si rifiuta semplicemente di sottoscrivere un
accordo che penalizza le lavoratrici e i lavoratori,
soprattutto quelli precari e precarie, i disoccupati, i
migranti e le migranti, gli studenti e tutti i nuovi
lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo,
ma anche tutto il mondo della parasubordinazione che è
completamente escluso dalle misure previste dall'accordo.
Guarda caso infatti sono proprio questi i soggetti esclusi
dalla consultazione dei sindacati confederali a cui invece
possono per paradosso partecipare milioni di pensionati dal
futuro «garantito». Si legittima così l'accordo senza nulla
chiedere a quelli che ne sono più coinvolti. E' una ferita
alla democrazia e alla rappresentanza delle organizzazioni
sindacali, sociali e politiche. Una nuova frattura, dopo le
molte aperte in questo anno di governo, sulla base di Vicenza,
sulla guerra, i diritti civili per le persone glbtq, il tema
del securitarismo: troppe, per chi ancora una volta deve
sentirsi escluso dalla partecipazione democratica. Troppe per
chi pensa che nessuno ha il diritto di decidere escludendo e
recintando. Troppe per una generazione di studenti e precari a
cui è stato letteralmente rubato il futuro. Non ci vogliono
far contare ma non siamo dei fantasmi e vogliamo farci
sentire.
Siamo movimenti, sindacati di base, centri sociali, precari,
migranti, senza casa, studenti, lavavetri, writers e senza
diritti: dobbiamo trovare il coraggio di alzare la voce e di
unirci ai guastafeste della Fiom. Dovremmo farlo con
assemblee, azioni di denuncia della nostra condizione di
precarietà ma soprattutto urlando il nostro no nella
consultazione sull'accordo, e anche organizzandoci per andare
a votare e per far votare laddove veniamo sfruttati, nei
territori, nei Municipi, nei centri sociali, nelle scuole e
nelle università, per le strade.
Organizziamo questa partecipazione dal basso partendo da noi
ma con la capacita di parlare a tutti, associazioni,
cooperative, intellettuali, artisti e mondo della cultura in
genere, trasformando la sgrammaticata antipolitica in domanda
sociale autorganizzata.
Cobas, Action, M. Marcelli e G. Cremaschi (Rete 28 Aprile
Cgil), Csoa Corto Circuito, Factory Occupata, Csoa Spartaco,
Csoa La Strada, Spazio Sociale 32, Ass. Movimenti, Comitato
quartiere Alberone, Giovani Comunisti/e, Leoncavallo, Csa
Depistaggio, Csoa GrottaKapovolta, Ass. Duumchathu,
Laboratorio sociale Millepiani, Csoa la talpa e l'orologio
Questo Articolo proviene da Consultazione Precaria
http://www.consultazioneprecaria.org
CONSULTAZIONE PRECARIA
VOTO NO ALLA PRECARIETA’!
Siamo movimenti, sindacati di base, centro sociali, precari, migranti, senza casa, lavavetri,writers, senza diritti, invisibili. Ci aspettavamo che questo governo cominciasse a fare ciò che aveva promesso: cancellare la precarietà, abrogare la legge 30 del governo Berlusconi, garantire tutele e nuovi diritti.
Ci aspettavamo che al centro della politica italiana venissero messe le vite precarie di chinon riesce ad arrivare alle fine del mese, non riesce a pagare l'affitto, fa tre lavori perpagarsi le tasse universitarie, viene discriminato da leggi omofobe, razziste, patriarcali.
Il 23 luglio scorso governo, sindacati confederali, confindustria hanno firmato un protocollo d'intesa su welfare e pensioni, Un accordo che non argina la precarietà dilagante ma che invece la alimenta favorendo mercato e imprese.
PERCHE' L'ACCORDO NON VA BENE:
Sulle pensioni:
porta a 62 anni l’età pensionabile, diluendo lo scalone di Maroni nel tempo e di fatto non cancellandolo;
. rende una beffa l’esclusione dei lavori usuranti dall’innalzamento dell’età pensionabile istituendo un tetto di soli 5000 lavoratori;
. introduce una sorta di scala mobile al contrario tagliando i coefficenti;
. rimanda ad un ipotetico tavolo tecnico la copertura pubblica del 60% per le pensioni dei giovani lavoratori precari, in sostanza promette senza garantire;
Su mercato del lavoro e welfare:
. Conferma i contratti a termine, lo staff leasing, il lavoro interinale così come era nella legge 30, ribadendo l’assenza di causali per l’utilizzo di questi contratti e permettendo la loro proroga oltre i 36 mesi.
. Cancella la sovracontribuzione per il lavoro straordinario favorendo l’aumento dell’orario di lavoro e scoraggiando nuove assunzioni di giovani.
. Non istituisce una riforma efficace del welfare rivolta ai lavoratori precari e soprattutto esclude completamente tutto il mondo della parasubordinazione: per questo protocollo se il tuo lavoro è intermittente deve esserlo anche la tua vita.
I sindacati confederali chiederanno ai lavoratori in regola e ai pensionati di esprimersi su quest'accordo, votando. Noi lo renderemo possibile per tutti gli altri, per chi non è garantito, chi è in nero, chi è disoccupato, chi è invisibile.
Non solo votiamo NO alla consultazione dei sindacati confederali, ma daremo voce ai senza voce: dal 5 al 12 ottobre una consultazione precaria autogestita nelle città, nei Municipi, nei centri sociali, nelle scuole e nelle università, per le strade.
Partecipa anche tu, vieni a votare NO.
Cerca il seggio più vicino sul sito www.consultazioneprecaria.org
