"Sono allibito e sconvolto per la richiesta del ministro Mastella di trasferimento del sostituto procuratore De Magistris. Più che una ritorsione, mi sembra una vendetta nei confronti di chi ha osato mettere il naso nella cupola di malaffare che soffoca la Calabria, una cupola che non è fatta di mafiosi con coppola e lupara ma massoni, magistrati, politici e imprenditori che organizzano veri e propri comitati di affari per far soldi, arricchendosi sulle spalle della povera gente".
A sostenerlo, in una dichiarazione, è il deputato del Prc, Francesco Caruso. "Sotto inchiesta - ha aggiunto - si possono mettere i lavavetri ma non chi gestisce il potere politico ed economico: é questo il messaggio insito nella richiesta di trasferimento. Il marcio che c'é nei palazzi del potere da anni lo conosciamo fin troppo bene: è la storia dei senatori che fanno affari d'oro con i figli dei magistrati, degli imprenditori che rubano miliardi di denaro pubblico senza creare un posto di lavoro, dei rispettabili politici che intascano tangenti e sistemano amici, parenti e clienti. Manderanno via De Magistris per incompatibilità ambientale perché in Calabria bisogna favorire i potenti, non metterli sotto inchiesta". "L'attacco a De Magistris - ha concluso Caruso - dimostra che non basta un magistrato onesto,ma solo un moto di ribellione sociale diffusa può realmente contrastare quest'infame sistema di potere. Noi dobbiamo organizzare i precari, i disoccupati, i lavoratori, i pensionari, gli invisibili, i senza voce perché invece di chinare la testa dinanzi ai potenti e sudare giorno dopo giorno per arrivare a fine mese, alzino la testa, si ribellino e combattano a viso aperto contro questo sistema di potere che opprime e soffoca il nostro futuro, il nostro presente".
È facile constatarlo continuando così il comune di Reggio Calabria sarà presto in dissesto finanziario, basta guardare gli attimi amministrativi degli ultimi mesi!!
Intanto giriamo alcune domande ai reggini:
Ipotesi d’appello per la partecipazione dei precari alla consultazione sugli accori del 23 luglio ‘07
Quest’estate il Governo Prodi ed i sindacati ( CGIL, CISL e UIL ) hanno sottoscritto un accordo su Pensioni e Mercato del lavoro che sottoporranno ai lavoratori, che lo dovranno approvare o meno in una consultazione nei posti di lavoro il 7-8-9 ottobre ’07.
L’accordo viene presentato da tutti , Governo, Sindacati ed anche da Confindustria, come il migliore possibile per garantire un futuro a pensionati e soprattutto ai giovani.
Tutto sembra procedere per il meglio………ma da subito emergono non solo le perplessità di circostanza ma tutte le gravi insufficienze dell’accordo: non cancella ma diluisce soltanto lo “scalone” di Maroni, conferma sostanzialmente la Legge 30 e quindi il futuro di precarietà per milioni di giovani (e meno giovani).
Non solo: penalizza le lavoratrici ed i lavoratori, facendoli lavorare più a lungo, rende una beffa il miglior trattamento per i lavori usuranti limitandolo a 5000 lavoratori l’anno, introduce una sorta di scala mobile al contrario tagliando i coeficenti, riduce i contributi per gli straordinari, permette che i contratti a termine durino oltre i 36 mesi, rendendo il destino precario per milioni di giovani, per i quali,inoltre, il limite del 60% delle pensioni più basse è solo un’ipotesi allo studio. Ma che bel futuro che ci hanno disegnato !!!
Per questi motivi questo accordo è stato immediatamente condannato da tutto il sindacalismo di base, dai centri sociali e da tutti coloro che da anni si battono contro la precarietà.
Anche la discussione nella CGIL porta la FIOM a rompere con la confederazione e ad annunciare la propria contrarietà. Un NO secco, che potrà avere anche conseguenze sulla consultazione.
Da Montezemolo agli esponenti del partito democratico, passando per i sindacati, un fiume di insulti e di accuse di irresponsabilità per una componente sindacale, la FIOM appunto, che si esprime semplicemente un giudizio negativo sull’accordo che penalizza le lavoratrici ed i lavoratori, soprattutto quelli precari e precarie, i disoccupati, i migranti e le migranti, gli studenti e tutti i nuovi lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo, ma anche tutto il mondo della parasubordinazione che è completamente escluso dalle misure previste dall’accordo.
Guarda caso infatti sono proprio questi i soggetti esclusi dalla consultazione dei sindacati confederali a cui invece possono per paradosso partecipare milioni di pensionati dal futuro garantito. Si legittima così l’accordo senza nulla chiedere a quelli che ne sono più coinvolti. E’ una ferita alla democrazia e alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali, sociali e politiche. Una nuova frattura, dopo le molte aperte in questo anno di governo sulla base di Vicenza, sulla guerra, i diritti civili per le persone GLBTQ, il tema del securitarismo: troppe, per chi ancora una volta deve sentirsi escluso dalla partecipazione democratica. Troppe per chi pensa che nessuno ha il diritto di decidere escludendo e recintando. Troppe per una generazione di studenti e precari a cui è stato letteralmente rubato il futuro.
In questo quadro come movimenti, sindacati di base, centri sociali, precari, migranti, senza casa, studenti, lavavetri, writers e senza diritti dobbiamo trovare il coraggio di alzare la voce e di unirci ai guastafeste della FIOM. Dovremmo farlo con assemblee, azioni di denuncia della nostra condizione di precarietà ma soprattutto urlando il nostro NO nella consultazione dell’accordo sbagliato, organizzandoci per andare a votare e per far votare, laddove veniamo sfruttati, nei territori, nei Municipi, nei centri sociali, nelle scuole e nelle università.
Organizziamo questa partecipazione dal basso partendo da noi ma con la capacita di parlare a tutti, associazioni, cooperative, intellettuali, artisti e mondo della cultura in genere, trasformando la sgrammaticata antipolitica in domanda sociale autoorganizzata.
Sei provvedimenti di custodia cautelare sono stati chiesti dal sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, al gip Antonio Rizzuti. Ne parla in prima pagina il quotidiano 'La provincia cosentina'. Le richieste che sarebbero state avanzate nello scorso mese di agosto, si legge nell'articolo, riguardano l'inchiesta 'Why not', nella quale sono coinvolti esponenti del mondo politico, amministratori regionali, imprenditori. De Magistris avrebbe allegato alla richiesta di arresti una serie di riferimenti probatori che svelerebbero i meccanismi di finanziamento illecito. Utilizzati da esponenti politici sia dallo schieramento di centrosinistra che dalla coalizione di centrodestra. Nessuna discussione sui tempi che non dovrebbero essere comunque lunghi, entro i quali il gip farà conoscere le sue decisioni. Le indiscrezioni sulle richieste di custodia cautelare circolavano abbondantemente negli ambienti giudiziari calabresi da diverso tempo. L' indagine 'Why not' secondo quanto si legge nel quotidiano cosentino, dovrebbe concludersi tra la fine di settembre e la prima decade di ottobre. Il pm catanzarese avrebbe già acquisito anche le prove del coinvolgimento delle segreterie nazionali di alcuni partiti sull'utilizzazione illecita di finanziamento attraverso i fondi comunitari. De Magistris sarebbe riuscito a collegare alcuni fondi segreti con uomini politici e dirigenti, che hanno un ruolo di primo piano nelle cronache della malapolitica calabrese. Sui nomi dei sei indagati per i quali è stato chiesto l'arresto il riserbo è assoluto
Franco Frattini
ROMA - "Ci opponiamo alla censura, e in ogni caso impedire la ricerca di alcune parole non è la soluzione al problema della sicurezza". E' netta la reazione di Google alla proposta del commissario europeo per la Sicurezza, Franco Frattini, che all'inizio della settimana aveva proposto di bloccare le ricerche online di keyword "pericolose", come "bomba", "genocidio" o "terrorismo", per ostacolare attività eversive.
Parlando con Repubblica a margine di un incontro con la stampa internazionale, Peter Fleischer, global privacy counsel di Google, ha bocciato in questi termini la proposta di Frattini: "Ci sono tante ragioni per le quali una persona potrebbe cercare su internet una parola come "genocidio", ad esempio a scopo educativo". Secondo Fleischer, il problema è piuttosto impedire che alcune informazioni, come le istruzioni per costruire una bomba, vengano pubblicate. "Ma se una pagina esiste sul web", ha detto, "Google deve essere in grado di trovarla".
In un'intervista alla Reuters alla vigilia dell'anniversario dell'11 settembre, Frattini aveva anticipato un pacchetto di proposte antiterrorismo da presentare agli stati membri dell'Unione europea all'inizio di novembre. "Intendo portare avanti un esercizio di esplorazione con il settore privato su come sia possibile usare la tecnologia per evitare che la gente usi o cerchi parole pericolose come bomba, uccidere, genocidio o terrorismo", aveva detto Frattini. La proposta del commissario europeo si era immediatamente attratta le critiche delle associazioni per le libertà digitali: "La posizione espressa dal commissario Frattini è inaccettabile, gravissima e realmente liberticida", aveva dichiarato in un comunicato l'Alcei (Associazione per la libertà nella comunicazione elettronica interattiva.
"Francamente", era stata la risposta di Frattini alle obiezioni sulla libertà di espressione, "istruire le persone a creare una bomba non ha niente a che fare con la libertà di espressione, o con la libertà di informare la gente. Il giusto equilibrio, secondo me, è dare la priorità alla protezione dei diritti assoluti e, prima di tutto, il diritto alla vita".
da repubblica.it
UNA BUONA NOTIZIA.....
I LAVORATORI BOCCIANO L'ACCORDO DI LUGLIO SULLE PENSIONI
ROMA - La Fiom dice no all'accordo sul Welfare raggiunto tra Governo e sindacati lo scorso 23 luglio. Il comitato centrale dell'organizzazione ha approvato oggi un documento presentato dal segretario generale Gianni Rinaldini nel quale si respinge l'accordo su pensioni e mercato del lavoro. E' la prima volta dal 1946 che una federazione della Cgil vota contro un accordo interconfederale siglato dall' organizzazione sindacale. Il documento di Rinaldini ha avuto 125 voti su 159 votanti. Un documento alternativo dell'area riformista guidata da Fausto Durante ha avuto 31 voti mentre tre membri del Comitato centrale si sono astenuti.

COORDINAMENTO REGIONALE - CALABRIA
Presidente Loiero,
la vede, Lei, l’ombra nera che si muove lungo la carcassa della Statale 106 e le rovine della Salerno – Reggio Calabria? La vede anche soffermarsi sui tetti di edifici scolastici disastrati e spiare gli alunni annoiati e riottosi? E proteggere con la sua oscurità le manovre fugaci di chi gestisce gerarchie? La nota quando si addensa impenetrabile nei bagni delle sedi istituzionali a celare padroni che tirano e padrini che vendono?
Lei, signor Presidente, sente l’eco della violenza? Riesce a percepire le voci delle donne nate in un regime familiare dispotico? Il demone della disoccupazione e l’avvoltoio della fame che impongono la loro volontà e dettano scelte di vita condizionate non La spaventano? Il sangue che viene versato da figli di questa terra che si ammazzano a vicenda ha lo stesso colore del sangue di tutti noi. E non è con l’arrivo dell’esercito che si riuscirà a porre fine a tutto questo.
L’eventuale intervento dell’esercito in Calabria potrebbe persino essere considerato un tentativo di sminuire la reale entità del problema (pensa sul serio che costruire la caserma dei carabinieri a San Luca sia una testimonianza della reale presenza dello Stato in Calabria?): dietro i crimini commessi dalla ‘ndrangheta si nasconde qualcosa di molto più grande della semplice ferocia o dell’incontinenza brutale, c’è una cultura, un modo di pensare difficilissimo da sradicare, interessi economici. E la soluzione non può essere un provvedimento ad effetto che getta fumo negli occhi dei calabresi e che in realtà non servirebbe a nulla se non a militarizzare ulteriormente un territorio già militarizzato.
Ma è molto più semplice dire ai giornali che per combattere la ‘ndrangheta si è disposti ad avere l’esercito che cercare di avviare un processo di cambiamento della società, non Le pare? Usando lo stesso metodo di quelli che per fingere di combattere la piccola criminalità fanno arrestare i lavavetri. La richiesta di avere l’esercito è figlia della stessa logica.
Come spiega continuamente il presidente della Commissione Antimafia Forgione per combattere le mafie bisogna uscire da qualunque ottica emergenziale. Bisogna promuovere l’antimafia sociale, quella concreta delle cooperative che utilizzano i beni confiscati alle cosche, quella dei tanti amministratori locali che nel silenzio subiscono intimidazioni.
I militari in mimetica, le riunioni a Polsi e i digiuni non servono a nulla svincolati da un progetto complessivo.
Bisogna prosciugare il brodo di coltura nel quale la ‘ndrangheta si perpetua e servono interventi seri.
Si deve incidere sui circuiti finanziari nei quali la mafia è inserita e con i quali acquista potenza, spesso spacciando quella droga che parlamentari italiano consumano. Bisogna impedirle di allungare le mani sugli appalti.
A Lei e alla sua giunta va un merito (purtroppo non ne avete molti); quello di volere il varo della stazione unica appaltante che potrà essere un utile strumento di controllo degli appalti pubblici. Noi Giovani Comunist* approviamo questa scelta.
In questa regione, in cui la composizione di questo Consiglio Regionale ha fatto tornare di enorme attualità la questione morale (ed è ininfluente che solo due consiglieri siano inquisiti per reati commessi dopo le elezioni regionali, che giustificazione assurda!) più che piazzare militari ai bordi delle strade bisogna spezzare l’intreccio tra criminalità organizzata e politica.
Paradossalmente, e se non avessi troppo rispetto per l’istituzione che lei rappresenta, mi verrebbe da dire che se c’è un luogo in Calabria in cui l’esercito dovrebbe andare, quello è il Consiglio Regionale.
Il Portavoce delle/i Giovani Comuniste/i
Giovanni Maiolo
Dopo un breve periodo di ferie riprendiamo le nostre attività:
STIAMO REALIZZANDO UN VIDEO SUL DEGRADO DI REGGIO DA PROIETTARE ALLA PROSSIMA FESTA DI LIBERAZIONE. SEGNALACI LUOGHI DEGRADATI E/O ABBANDONATI....