RIFONDAREGGIO

rifondareggio@libero.it

Chi sono

Blogger: clandestino30
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica e non va considerato un prodotto editoriale ai sensi della Legge 62/2001. Qualche immagine è presa dalla rete; se ciò risultasse sgradito all'autore, la cancellerò immediatamente. Chiunque può commentare e riprodurre questi pensierini (magari citando la fonte).

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 30 giugno 2007

Palesi attacchi contro l’acqua bene comune

acqua3

Comunicato stampa

Palesi attacchi contro lacqua bene comune

 

Allora, nelle strade dellintero paese raccogliamo firme a sostegno della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dellacqua, il  Parlamento approva la moratoria sulla privatizzazione dei servizi idrici, in Calabria esponenti del centro sinistra ed eminenti Sindaci ed altre autorità del centro sinistra (e del centro destra) si spendono a fianco dei nostri banchetti; e che ti fanno i consiglieri regionali?

Loro, non paghi di aver tentato il colpo di mano in sede di approvazione di bilanci (quello per intenderci che ha generato la sacrosanta reazione sindacale e della società civile dello sciopero del 19 giugno scorso), ti approvano in Commissione bilancio larticolo unico che garantisce gli investimenti della So.Ri.Cal. per consentire la realizzazione degli investimenti previsti dal programma 2005/2009, approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n° 91 del 2 febbraio 2005”; e la Giunta stessa è autorizzata a concedere, in via di anticipazione, a So.Ri.Cal. S.p.A. contributi quindicennali costanti, fino all'importo di euro 1.500.000,00 per l'anno 2008, di euro 1.000.000,00 per l'anno 2009 e di euro 1.000.000,00 per l'anno 2010”.

Avete capito bene, come ha avuto occasione di affermare il consigliere Demetrio Naccari (Margherita), noto rivoluzionario anti-privatizzazione e probabilmente anche no-global, “è (…) paradossale che la regione più povera d’Italia vada a garantire gli investimenti di una delle società più ricche d’Europa”.

Ma gli imprenditori che investono in Calabria se li devono assumere o no i rischi d’impresa? La domanda ci sembra legittima perché, non ci stancheremo mai di spiegarlo ai calabresi continuamente ingannati su questo dato, la So.Ri.Cal S.p.A. è partecipata al 46,5% (alla faccia della partecipazione di minoranza!!!) dalla multinazionale francese Veolia General des Eaux: si tratta un privato che decide tutto e nella più classica delle tradizioni del privato nostrano utilizza anche il ricatto delle spettanze non pagate ai dipendenti, stando alle cronache giornalistiche, per velocizzare liter dei provvedimenti consiliari.

Per capirci, come qualsiasi casa di salute o clinica privata che reclama i fondi della Regione per pagare infermieri e medici propri dipendenti i diretti interessati sanno cosa vogliamo dire.

Ma quanto costa ai calabresi questa So.Ri.Cal. S.p.A?  Quanto costa al cittadino calabrese, e quanto tira fuori la multinazionale? Quanti sono gli investimenti della multinazionale?

Perché la tariffa doveva rimanere bloccata fino all1.1.2006, e invece gli aumenti iniziano a partire dal 2002, fino ad arrivare ad un aumento del 9,73% nel 2006 e del 16,20% alla fine del 2007? Il punto, oltretutto, è che, a sentire i bene informati, il piano industriale della Sorical prevede che il costo dellacqua salirà a partire dal 2008 da 0,14 al mc a 1,24  al mc! Come dire un aumento dell'885%!!!

E la Regione Calabria che tipo di controlli effettua sulla So.Ri.Cal.?

Noi denunciamo il silenzio e la poca trasparenza sui conti di questa società. Ma è possibile che nessun consigliere regionale abbia sentito il bisogno di confrontarsi con la gente su un tema così spinoso, in un dibattito pubblico? Eppure almeno a Cosenza ne sono stati organizzati due e di estrema rilevanza, con una partecipazione altissima!!

È giunta, però, lora di fare chiarezza sulla gestione della So.Ri.Cal. e sulla natura degli stanziamenti regionali a suo favore: la favoletta dellinteresse generale dei calabresi va bene per una giornata o poco più; i calabresi hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi, al di la di tutte le ipocrisie buoniste sullacqua diritto inalienabile, continuamente contraddetto dai provvedimenti della massima assise regionale.

I cittadini calabresi rifiutano fortemente di arricchire unicamente le multinazionali, e non solo perché ancora non vedono garantito un servizio idrico efficiente! E diciamocelo, non ne possono più di garantire poltrone nei Consigli di amministrazione al sistema politico calabrese!

Cosenza, 29/06/07.

Coordinamento regionalecalabrese dei  comitati “Acqua Bene Comune”

        Contatti:

davide 347.4024573 - h2o@inventati.org

Forum italiano dei movimenti per l'acqua - HYPERLINK "http://www.acquabenecomune.org/" www.acquabenecomune.org

 

postato da: clandestino30 alle ore 11:40 | link | commenti
categorie: attività
venerdì, 29 giugno 2007

G8, tutti i dubbi di Manganelli

Dalle carte dell'inchiesta, le perplessità del futuro numero uno
della polizia sui fatti di Genova. Espresse direttamente al suo capo

da repubblica.it


"A De Gennaro dissi: ne usciamo male"

FERITIG8


 GENOVA - ""Io credo che tu abbia visto un altro G8", gli dissi scherzosamente... "noi ne usciamo male e insomma, a me non sembrano pregresse quelle ferite". Credo di essere stato io, e il capo della polizia Gianni De Gennaro me ne dà atto ancora oggi, quello che gli ha richiamato l'attenzione sulla gravità degli incidenti... erano circa le 10 del mattino di domenica 22 luglio e fino a quel punto, guardando la televisione, mi era sembrato di cogliere dal capo della polizia una sensazione di "esito positivo"".

È uno dei passaggi contenuti nelle 60 pagine di interrogatorio cui venne sottoposto, in qualità di testimone, Antonio Manganelli, il 16 dicembre 2002 a Roma, dai pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini. I magistrati che iniziavano la difficile inchiesta sull'irruzione alla scuola Diaz di Genova, avvenuta l'ultima notte del G8, il 21 luglio 2001. Ecco il pensiero, le valutazioni, i dubbi, sulla vicenda Diaz espresse dall'allora direttore centrale della polizia criminale e futuro numero uno della Ps, uno che quella notte come ricorda lui stesso "stava andando a letto" e si ritrova "in una delle pagine storiche".

Le frasi più dure sono nei confronti dell'episodio delle due bottiglie molotov, infiltrate nella scuola dalla stessa polizia e poi usate come prove a carico dei 93 no global arrestati, scagionati e oggi parti offese al processo. "Mi è sembrato che alla perquisizione Diaz ci fossero un po' troppi generali senza contestuale distribuzione di compiti e di livelli di responsabilità... poi tutto va storicizzato... debbo dire che la cosa che mi ha colpito di più in assoluto, che non riesco a digerire è la provenienza illegale delle molotov. Perché guardi, io ne ho viste tante, mi spiace dirlo al registratore, ma ne ho anche fatte tante... situazioni complicate difficili... la Uno Bianca, le stragi a Palermo, i sequestri a Nuoro... ma la bustina in tasca allo spacciatore... insomma l'avevo vista nei film ma non credevo potesse succedere".

I pm sottolineano che non è solo la questione delle molotov in gioco, ma "l'anomalia pare risiedere in tutto l'atto di polizia giudiziaria", e Manganelli concorda: "Su questo siamo assolutamente d'accordo. Guardare con particolare disapprovazione una scelta operativa non significa approvare il resto".

Molte domande riguardano il ruolo di Francesco Gratteri, allora direttore del Servizio Centrale Operativo, uno degli imputati che secondo l'allora vice capo della polizia Ansoino Andreassi "già dal mattino del sabato aveva assunto direttamente il controllo di alcune operazioni che avevano portato ad arresti...".
Manganelli ricorda le telefonate scambiate dalla sua casa romana con Gratteri e le parole che gli disse il suo ospite, l'ex direttore dell'unità e deputato Ds Giuseppe Caldarola a proposito dei disordini di strada "... e l'intellettuale impegnato mi faceva notare "ma tu guarda che rischi di tornare dieci anni indietro" e non c'era stata ancora la Diaz...".

I pm ricordano che Andreassi parla di due riunioni prima del blitz alla Diaz, e alla seconda, quella operativa, il vice di De Gennaro non partecipa. "Lo trovo perfettamente coerente con la nostra organizzazione... il prefetto è il prefetto... magari se ci fossi stato io - dice Manganelli - mi sarei intrufolato nella riunione operativa, perché c'è ancora la matrice sbirresca che mi motiva... Andreassi è di un'altra formazione, non è quello che si mette a pianificare...". E poco prima sulle modalità del blitz: "Come pianificazione delle modalità operative, da come è andata credo che, insomma, abbia lasciato un po' a desiderare...". E infine sulla contestata conferenza stampa in questura il mattino dopo l'irruzione: "Io l'avrei organizzata meglio".
postato da: clandestino30 alle ore 11:52 | link | commenti
categorie: news
sabato, 23 giugno 2007

Appello. La verità su Genova

genova g8

 

La deposizione in tribunale a Genova del dottor Michelangelo Fournier, imputato nel processo per i fatti della Diaz, ha messo a nudo la strategia dell'omertà e della menzogna seguita in questi anni dalla polizia di stato sui fatti di Genova. Il dottor Fournier ha detto di avere mentito e taciuto in questi sei anni per "spirito di appartanenza", dando un'accezione del tutto errata di questo concetto, un'accezione incompatibile con la Costituzione repubblicana.
I funzionari dello stato, tanto più se impegnati nelle forze dell'ordine, hanno il dovere etico e professionale di denunciare ogni abuso, ogni violazione della legge e dei diritti umani e civili. Solo così, in una democrazia, è possibile tutelare la credibilità e l'onore delle istituzioni.
In questi anni che ci separano dai fatti di Genova la polizia di stato ha tradito la sua missione: il lavoro dei magistrati è stato in più modi ostacolato; le plateali e gravissime violazioni della Costituzione e dello Stato di diritto sono state coperte e in qualche modo giustificate; nessuno, fra i dirigenti, si è assunto la responsabilità di quanto è accaduto. Le parole di verità pronunciate dal dottor Fournier hanno dissolto l'ultimo velo che ancora copriva l'inaccettabile condotta tenuta in questi anni dal vertice della polizia di stato.
Siamo ai limiti di un'autentica emergenza democratica. A questo punto è irrinunciabile una seria e forte presa di posizione da parte dello stato, per stabilire una volta per tutte che la credibilità delle forze dell'ordine è un bene pubblico primario, che non può essere sottomesso agli interessi di questo o quel funzionario.
Chiediamo perciò al parlamento di approvare al più presto l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova, come del resto prometteva il programma della coalizione di maggioranza, e al governo di rimuovere il capo della polizia, Gianni De Gennaro, oggettivo responsabile della condotta tenuta in questi sei anni dalla polizia di stato. Sono due provvedimenti necessari per inviare un messaggio di fiducia alla cittadinanza e agli stessi lavoratori di polizia.

Primi Firmatari:
- Haidi Gaggio Giuliani, senatrice di Rifondazione comunista
- Giuliano Giuliani
- Vittorio Agnoletto, eurodeputato Gue, già Genoa social forum
- Anna Pizzo, Carta, consigliere regionale del Lazio, già Genoa social forum.
- Raffaella Bolini, Arci presidenza nazionale, già Genoa social forum
- Alberto Zoratti, Fairwatch, già Genoa social forum
- Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione comunista al Senato
- Luigi Malabarba, ex senatore di Rifondazione comunista, associazione Sinistra critica
- Francesco Martone, senatore di Rifondazione comunista

Firma l'appello: carta@carta.org

postato da: clandestino30 alle ore 14:48 | link | commenti
categorie: news
giovedì, 21 giugno 2007

DE GENNARO A CASA, ERA ORA!!

genova g8Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell'ambito dell'inchiesta sul G8. A quanto si é appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l'iscrizione, alcuni giorni fa, sarebbe stata fatta per l'ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza. Non si e' appresa la data esatta dell'iscrizione nel registro degli indagati del prefetto De Gennaro, che sarebbe pero' di poco precedente o immediatamente successiva alla deposizione del numero due del reparto mobile di Roma, Fournier, sulla ''macelleria messicana'' alla scuola Diaz.  La decisione della magistratura genovese, comunicata con avviso di garanzia al capo della Polizia, sarebbe stata motivo dell' accelerazione della volonta' politica di procedere a quell'avvicendamento alla guida del Dipartimento di pubblica sicurezza che era stato ipotizzato da tempo.

Dunque quello che il movimento aveva sostenuto subito dopo la conclusione del G8 a poco a poco  sta venendo fuori. Le violenze contro i manifestanti erano state studiate a tavolino, così come sono state studiate a tavolino i tentativi di depistare le indagini.

Probabilmente tutto questo provocherà una dura reazione da parte degli apparati repressivi dello Stato, ma tutto questo non ci spaventa.

Non smetteremo mai di chiedere VERITA' E GIUSTIZIA sui fatti di Genova e per fare questo è necessaria una commissione parlamentare di inchiesta sui fatti del G8!

 

postato da: clandestino30 alle ore 14:08 | link | commenti
categorie: news
martedì, 12 giugno 2007

NASCE LA SINISTRA EUROPEA

070608assemblea_seSabato 16 giugno

  • Ore 9.30
    Apertura dei lavori: Alessandro Cardulli (tavolo romano della Sinistra Europea)

    Interventi iniziali
    Massimiliano Smeriglio, Titti De Simone, Mercedes Frias, Walter De Cesaris
  • Ore 10.30 – 13.30
    Tavola rotonda: il futuro della sinistra
    Intervengono:
    Antonio Ferrentino (No TAV), Emilio Molinari (Contratto mondiale per l’acqua), Paola Lovison (Comitati No Dal Molin), Gianni Rinaldini (segretario FIOM), Don Tonio Dell’Olio (Libera), Paolo Beni (Presidente dell’Arci), Titti Di Salvo (Capogruppo ala Camera SD), Oliviero Diliberto (Segretario PdCI), Paolo Cento (Verdi), Bianca Pomeranzi (Rete Femminista), Angela Azzaro (giornalista), Nunzio D’Erme (network in movimento), Vittorio Agnoletto (Forum per la Sinistra Europea - Socialismo XXI secolo), Pietro Folena (Uniti a Sinistra), Ersilia Salvato (Associazione Rossoverde), Franco Giordano (segretario PRC)
  • Ore 14,30
    Dibattito delle delegate e dei delegati
  • Ore 18,30
    Interruzione per la partecipazione al Pride

Domenica 17 giugno

  • Ore 9.00
    Ripresa del Dibattito
    Intervengono tra gli altri
    Aldo Tortorella, (Presidente dell’ARS), Achille Occhetto (Cantiere), Claudio Fava (Presidenza del PSE), Riccardo Petrella (Contratto per l’acqua), Roberto Iovino (Unione degli Studenti), Jacobo Torres De Leon (Fuerza bolivariana de Trabajadores)
  • Ore 11.15
    Saluto in video dal Congresso di unificazione della Linke in Germania di Lothar Bisky e Oskar Lafontaine
  • Ore 11.30
    Intervento di Fausto Bertinotti
  • Ore 12,00 – 13,30 ripresa del dibattito
    Interventi finali
    Danielle Mazzonis (Liberassociazione aderenti individuali alla sinistra europea), Domenico Rizzuti (Sinistra Euromediterranea), Ciro Pesacane (Rete ambientalista), Elisabetta Piccolotti (Giovani Comunisti)
  • Ore 14.30
    Votazione dei documenti finali e degli organismi della Sinistra Europea in Italia
postato da: clandestino30 alle ore 10:43 | link | commenti
categorie: iniziative
domenica, 03 giugno 2007

REPLICA A LAMBERTI

foto1sfondo

Le affermazioni di Eduardo Lamberti-Castronuovo, rilasciate in una intervista a Il Quotidiano della Calabria di domenica 3 Giugno, secondo le quali PRC e PdCI avrebbero addirittura incoraggiato il voto disgiunto a favore di Scopelliti nelle recentissime elezioni comunali di Reggio Calabria, sono affermazioni assolutamente infondate e indecorose, pensieri di una gravità che ci indigna e che rigettiamo con la determinazione più piena.

Non comprendiamo il senso delle accuse di Lamberti-Castronuovo, la loro gratuità, la loro grottesca ingenerosità, il loro sapore di infantile vittimismo privo di dati numerici tangibili. Vogliamo considerarla una pessima caduta di stile, in un momento di difficoltà e di amarezza collettiva, da cancellare e/o da smentire al più presto.

Abbiamo profuso ogni impegno, umano e politico, per sostenere le nostre liste e la candidatura di Lamberti-Castronuovo. Sono stati con noi a Reggio Calabria, alle iniziative dei nostri partiti e dei nostri candidati (cui il candidato Sindaco ha sempre puntualmente partecipato), i segretari nazionali Franco Giordano e Oliviero Diliberto, oltre che capigruppo alla Camera dei Deputati o parlamentari e dirigenti nazionali vari: nessun altra forza della coalizione si è spesa così tanto e così intensamente. Peraltro, lo stesso Lamberti-Castronuovo ha pubblicamente riconosciuto il significativo ruolo dei partiti della cd. sinistra radicale, gli unici – a suo dire – “ad aver organizzato iniziative di piazza serie e partecipate”. E, allora, ci sorge un dubbio: che Lamberti-Castronuovo paghi la stanchezza di una lunga e faticosa campagna elettorale e, quindi, il relativo offuscamento del suo razionale equilibrio? Che Lamberti-Castronuovo necessiti di una rigenerante vacanza con la quale ricaricare le pile e uscire dalle proprie stridenti contraddizioni?

I comunisti sono militanti politici leali, dal grande spirito unitario, che sanno sempre porre il bene della coalizione al di sopra degli spesso ristretti interessi di bottega. E lo abbiamo anche dimostrato: pur di sostenere generosamente e fino in fondo la “nostra” coalizione e il “nostro” candidato Sindaco, abbiamo pagato anche un prezzo in termini di consensi elettorali riguardanti le nostre rispettive forze partitiche, un prezzo esiguo ma fisiologico, sostanziatosi sia nell’astensionismo che nel voto agli altri due candidati Sindaco Siclari e Caridi.

Forse, così come stiamo tentando umilmente di fare anche noi, Lamberti-Castronuovo dovrebbe interrogarsi lungamente e dettagliatamente sulla sua effettiva capacità di convincere l’elettorato di sinistra della città di Reggio Calabria, sulla sua efficacia nel presentarsi alla città come una credibile alternativa a Scopelliti, sull’impostazione politica e programmatica della sua campagna elettorale.

Abbiamo perso tutti, e tutti dobbiamo saperci assumere la nostra parte di responsabilità. Non servono a nulla le accuse, le elucubrazioni, i piagnistei. Occorre ripartire, mettendo in campo una sana e determinata opposizione a Scopelliti e al suo blocco di potere, senza alcun cedimento o alcuna collusione – come pure vi sono state nei precedenti cinque anni (e che di certo non hanno riguardato il PRC e il PdCI). E occorre soprattutto procedere alla ricostruzione della sinistra a Reggio Calabria, una sinistra che sappia tornare a parlare al suo popolo, che ricominci a lavorare umilmente nei quartieri e sul territorio, che smetta i panni dell’opportunismo e del “palazzo”. Noi su questa strada ci saremo, speriamo di poter incontrare anche Lamberti-Castronuovo (magari dopo la già suggerita vacanza rigenerante).

 

Antonio Larosa

Segr. Prov. Rifondazione Comunista

Federazione Reggio Calabria

 

Enzo Infantino

Segr. Prov. Partito dei Comunisti Italiani

Federazione Reggio Calabria

   

postato da: clandestino30 alle ore 15:33 | link | commenti
categorie: comunicati stampa
sabato, 02 giugno 2007

MA COSA SUCCEDE A REGGIO CALABRIA

sacco di reggio1

È facile constatarlo, a Reggio Calabria il centro sinistra non esiste. L’era Falcomatà è ormai un ricordo.

Questa sconfitta brucia, fa male, e può lasciare segni indelebili se non ci sarà da subito una terapia d’urto che riesca a rigenerare l’Unione.

Il sindaco uscente (Scopelliti di An) viene riconfermato con oltre il 70% dei consensi, ma è significativo il fatto che metà della sua giunta sia stata bocciata dall’elettorato di centro destra.

Il candidato dell’Unione, Lamberti, che aveva vinto le primarie di febbraio, proposto da Ds e Margherita si ferma al 26%.

Reggio Calabria è una roccaforte della destra, questo è risaputo, l’azione non brillante del governo nazionale e regionale hanno complicato questa campagna elettorale, ma questo non basta per spiegare la sconfitta, evidentemente c’è dell’altro.

Bisogna inoltre ricordare che un anno fa l’Unione vinse con facilità le elezioni provinciali con quasi il 60% dei consensi; e allora cosa è successo?

Il risultato elettorale di Reggio Calabria rende palese ciò che molti sospettano da tempo: in città, ma non solo, regna un trasversalismo politico tra il centro destra e una parte del centro sinistra. È del tutto evidente che i partiti maggiore dell’Unione abbiamo stipulato un patto di non belligeranza con il centro destra.

Perché i vertici regionali di questi partiti durante gli ultimi giorni di campagna elettorale si sono preoccupati a suon di raccolte di firme di contestare sui giornali l’entrata nel Pd di Loiero? Perché i vertici regionali di Ds e Margherita stanno tentando di mettere in un angolo l’assessore alla sanità Lo Moro (Ds) che, con  grande difficoltà ed in solitudine tenta di riformare un settore delicato come quello della sanità che come tutti sanno in Calabria è in mano alla ‘ndrangheta?

Com’è possibile che Ds e Margherita raccolgano insieme appena il 10% dei consensi nel comune di Reggio Calabria, dove esprimono un viceministro (Minniti), un sottosegretario (Meduri), il Presidente del consiglio Regionale (Bova) e il Presidente della Provincia (Morabito)? Come si spiega che nella lista della Margherita 14 candidati su 40 prendono zero voti?

Questa netta sconfitta deve essere per tutti noi un punto di partenza, si deve aprire una nuova stagione politca. Da ora in avanti è la sinistra, che nel suo insieme, dovrà farsi carico di ridare un senso alla politica. Ma la questione Reggio non può e non deve rimanere confinata dentro le mura cittadine, c’è bisogno di una maggiore attenzione dei livelli nazionali dei partiti, anche perché sta crescendo nel meridione d’Italia e soprattutto nei ceti più disagiati un onda lunga di malcontento che da qui a breve potrebbe travolgere tutto e tutti!

Bisogna analizzare questa sconfitta, riflettere sul nostro radicamento sociale che è inesistente, si deve invertire il modo di fare politica, a partire dal nostro rapporto con il “potere”, e della nostra capacità di rappresentanza.

È necessario aprire un processo costituente per la sinistra, la costituzione di gruppi d’opposizione in consiglio comunale della sinistra radicale ed alternativa potrebbe essere il primo passo, ma è prioritario parlare un linguaggio nuovo, riportare la politica all’attenzione dei cittadini, fuori dai palazzi e dalle segreterie di partito, perché senza rapporto con il popolo non c’è alcuna possibilità di successo!

 

postato da: clandestino30 alle ore 10:58 | link | commenti (3)
categorie: comunicati stampa

APPROVATA ALLA CAMERA LA MORATORIA SULL’ACQUA

acqua3

Finalmente una bella notizia! Infatti, è stato approvato alla Camera dei Deputati l’emendamento al Disegno di Legge Bersani contenente il provvedimento di moratoria sui processi di privatizzazione dell’acqua. L’emendamento prevede che, fino all’approvazione di una nuova normativa, in attuazione dei decreti correttivi del decreto ambientale, relativa alla gestione del servizio idrico integrato, siano sospesi tutti gli affidamenti a soggetti privati, compresi quelli attualmente in corso. Un passo importante e, si spera, decisivo indirizzato alla salvaguardia del primario bene comune dell’acqua anche per la Provincia di Reggio Calabria.

Un risultato non scontato sul quale un ruolo decisivo, nell’iter parlamentare, lo ha giocato il PRC, a cui si sono aggiunti PdCI e Verdi, e che, soprattutto, rappresenta il risultato del forte impegno del variegato movimento per l’acqua nato e cresciuto in questi anni e che sta tuttora intensificando il suo impegno nella raccolta firme a sostegno delle legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Un esito questo da noi ampiamente auspicato per una battaglia che riteniamo di civiltà e sulla quale intendiamo ancora produrre il massimo sforzo nella consapevolezza che si tratta di una questione che parla al futuro di tutte/i.

 

postato da: clandestino30 alle ore 10:52 | link | commenti
categorie: comunicati stampa
venerdì, 01 giugno 2007

INTERROGAZIONE DI GENNARO MIGLIORE

Interrogazione a risposta scritta 4-03747
presentata da
GENNARO MIGLIORE
martedì 29 maggio 2007 nella seduta n.160


MIGLIORE. -

Al Ministro dell'interno.

- Per sapere - premesso che:

a Reggio Calabria il 28 aprile davanti alla sede della cooperativa sociale
Rom
1995, presso la quale lavora, è stato ucciso Cosimo Abruzzese, operaio di anni 29, padre di 4 figli;

il giovane
rom
lavorava nella cooperativa da diversi anni, svolgendo un servizio di raccolta di rifiuti ingombranti e conferimento presso il centro autorizzato di stoccaggio, sito all'interno di un bene confiscato alla mafia ed assegnato alla cooperativa Rom;

non è stato trovato l'esecutore dell'efferato crimine e non si conoscono neppure i motivi che lo hanno determinato;

tra i lavoratori della cooperativa è nato un clima di timore ed insicurezza, alimentato dal silenzio delle istituzioni che non hanno sostenuto la cooperativa nemmeno esprimendo solidarietà e vicinanza per la grave perdita subita -:

 


quali decisioni il Governo intenda assumere in merito alla sicurezza dei beni confiscati alla mafia e di quanti hanno assunto la responsabilità di svolgere al proprio interno attività lavorative;

quali misure intenda attivare per supportare la famiglia del giovane lavoratore

rom barbaramente ucciso mentre si recava al lavoro;

quali azioni intenda promuovere per contrastare la cultura mafiosa e sostenere l'esperienza significativa di inserimento lavorativo/sociale e di integrazione realizzata dalla cooperativa Rom 1995 tristemente colpita.

postato da: clandestino30 alle ore 13:18 | link | commenti
categorie: comunicati stampa